Pallotta: "Rimpianto Totti? No! De Rossi resta"

Share

Pallotta:

Dopo il pareggio, per la Roma, fioccano la occasioni ma il primo tempo termina in parità. Uno dopo l'altro. Una serie di immagini che scorrono, più o meno velocemente, nella mente di chi, in questi venticinque anni, ha visto il calcio. E la festa, a quel punto, può cominciare.

Una sceneggiature degna di un colossal americano, come americano è il presidente James Pallotta reo, secondo alcuni tifosi, di aver permesso a Totti di smettere così. Una lettera piena di amore e riconoscimento: "Ci siamo, è arrivato il momento". Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso che sono un uomo. In questi giorni ho letto tantissime cose su di me, ho pianto sempre, da solo, come un matto. E questi giorni con mia moglie ci siamo messi a tavolino e le ho raccontato un po' di cose, di anni vissuti con questa maglia. "Abbiamo scritto una lettera per voi". La leggo, va, che è ora di cena, io resterei altri 25 anni: "Grazie Roma, grazie a mamma e papà, ai miei parenti e ai miei amici". Mi sono chiesto in questi mesi perchè mi sia svegliato da questo sogno. A proposito, sapete qual era il mio giocattolo preferito? Il pallone e lo è ancora.

Quella di ieri sera è stata davvero una grande bellezza ma non in senso negativo bensì nella sua accezione più pura e più vera: una città pigra, indolente, a tratti addirittura fastidiosa ha saputo essere più forte dei suoi difetti, ha saputo unirsi, ha saputo dare il meglio di sé fino a sfiorare l'epica, in un addio che è stato tragico e indimenticabile al tempo stesso. Mi viene ancora la pelle d'oca. Ma non l'ha cercato con eccessiva ostinazione. La gioia per le vittorie. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello e vostra madre vi sveglia perchè dovete andare a scuola? "Stavolta non è un sogno ma realtà ".

"Vorrei che la mia carriera diventasse una favola da raccontare", lo sarà. Non vedevamo l'ora di sentire l'aribtro fischiare per tre volte.

"Ora è finita - prosegue Totti - mi tolgo la maglia per l'ultima volta, ma non sarò pronto a dire a basta e non lo sarò mai". "Scusate se negli ultimi giorni non ho parlato molto, e non ho chiarito il mio pensiero". Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un rigore. Sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore. Per l'ultimo saluto. Quello che non avrebbe mai voluto dare ed i tifosi della Roma mai ricevere. "Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura", il passaggio della sua toccante lettera che ha lasciato aperto il discorso. Il campione prima del fischio d'inizio di Roma-Genoa si è recato in prossimità della curva sud ed ha salutato il pubblico di tifosi. Alessandro Florenzi e Daniele De Rossi, gli ultimi due romani e romanisti rimasti in squadra, con gli occhi rossi illuminati, sullo sfondo, dai fari gialli dell'Olimpico. Poi Totti conclude: "Il mio cuore è con voi, sono orgoglioso e felice di avere dato la mia vita alla Roma".

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.