Nuovi fan per blue whale, il gioco del suicidio: interviene la polizia

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Nuovi fan per blue whale, il gioco del suicidio: interviene la polizia

Il fenomeno del Blue Whale, reso noto il mese scorso da un servizio delle Iene, continua a restare al centro dei riflettori.

E' vero? E' una bufala? "Oltre al tentato suicidio di una ragazza a Pescara, abbiamo scoperto diverse conversazioni tra ragazze che lasciano presumere una dinamica identica a quella scoperta in Russia, anche se non abbiamo ancora riscontro che siano guidate da un 'tutor', facevano esplicito riferimento al 'blue whale' e per questo abbiamo contattato subito i genitori".

Italia compresa, dove nelle ultime settimane sono emersi alcuni casi di giovani ragazzi adescati dalla balena blu.

Prendete tutte queste informazioni, agitate (non mescolate) il tutto con un programma italiano che si ostina a voler fare informazione quando non riesce neanche a produrre dell'intrattenimento decente e aggiungete uno spruzzo di psicosi: avrete ottenuto la notizia più spaventosa degli ultimi anni, quella che impedisce sonni tranquilli ai genitori, ma anche a chiunque cerchi di capire quanto ci sia di vero in queste informazioni mai verificate. Segnalato al 106th Annual Meeting of the American Political Science Association Conference Group [Washington Dc], dopo una lunga incursione nel romanzo di denuncia con Amarkord (2005), Caos amore caos (2007) e Sbranando Dio (2014), Ricci è in questo periodo impegnato nel tour promozionale del suo ultimissimo saggio "Nemici Politici_Pubblici Nemici". "Il Blue Whale è una delle tante armi che hanno i giovani per avviare atti di autolesionismo".

"Il suicidio diventa quasi un gesto eroico finale, per aver concluso una sfida ed essersi sottomessi a un qualcosa di grandioso". "Alcune delle segnalazioni parlano di più persone: un gruppo o un'intera scolaresca. La societa' e tutte le istituzioni dovrebbero essere fermamente compatte nell'opporsi a un tipo di fenomeno del genere". Sono state le amiche a cogliere il suo segnale di disagio e ad avvisare gli insegnanti della classe. Favorire delle campagne di sensibilizzazione e' sicuramente un punto di forza. I social network, come ha osservato Luca Bernardo, Direttore di Casa Pediatrica, non sono così virtuali, anzi: esasperano sensazioni e sentimenti. Parlare di suicidio non è un fatto negativo se lo si fa in chiave preventiva e in un'ottica di sostegno.

Ebbene qualche sospetto è arrivato fino a Torre Annunziata, con uno studente 16enne del luogo che pare sia stato salvato mentre si avviava verso la fine del gioco. La comparsa di fenomeni così estremi sono la prova del nostro fallimento come educatori. Ci sono discussioni completamente dedicate al suicidio, se ci pensiamo è da brividi ma anche questa è la realtà ed è bene saperla. Dopo i nuovi casi segnalati in Toscana e Emilia Romagna, la polizia postale richiama l'attenzione sui rischi che arrivano via web e che coinvogono soprattutto i giovanissimi. Non bisogna farsi ingannare dal fatto che lo chiamano "gioco" perché di divertente non ha veramente nulla. I fondi per sostegno psicologico come 'Tvoia Territoria' che lavorano negli ospedali psichiatrici dicono che i ragazzi che arrivano da loro dopo aver passato anche solo alcune delle fasi del Blue Whale, versano in condizioni terribili, vogliono solo uccidersi e spesso vengono salvati dagli amici che li portano in questi centri di assistenza.

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