Migranti, Minniti: oggi presentiamo modello Milano a Italia e Ue

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Migranti, Minniti: oggi presentiamo modello Milano a Italia e Ue

Il ministro ha inoltre ricordato che "l'accordo con l'Anci per l'accoglienza diffusa va applicato". Il modello Milano "deve rimanere aperto" anche ai sindaci che non non hanno dato la loro adesione. "Si parla di gente che scappa dalle guerre quando i dati del Viminale confermano che non e' cosi'". La prefettura "farà da stazione appaltante e organizzerà un tavolo mensile di monitoraggio", ha spiegato il prefetto ricordando come l'ampliamento dell'accoglienza sia una delle sue priorità, e ringraziando a sua volta i primi cittadini firmatari. Le voci sentite durante la conferenza stampa erano tutte concordi nel salutare favorevolmente il piano predisposto dal Ministero, a cominciare dal primo cittadino di Milano, Beppe Sala, che si è rivolto ai suoi colleghi evidenziando come di fronte al bisogno "il Sindaco non può voltarsi dall'altra parte, e lo dico ai Sindaci che non sono con noi".

Con la firma del protocollo, i comuni della città metropolitana di Milano si impegnano ad accogliere, "in collaborazione con le associazioni del terzo settore e le organizzazioni aventi finalità sociali, gradualmente sul proprio territorio entro il 31 dicembre" tre profughi ogni mille abitanti, ovvero un numero di cittadini richiedenti asilo "secondo una ripartizione di posti computata proporzionalmente alla popolazione iviv residente all'1 gennaio 2016". Contrari i sindaci leghisti che hanno fatto un presidio davanti alla sede della Prefettura. É il duro commento del vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) in merito al protocollo che i primi cittadini della Città Metropolitana firmeranno domani con prefetto e ministro Minniti per la distribuzione di circa 4600 richiedenti asilo. "Il Governo, invece di scaricare sui Comuni la fallimentare gestione migratoria si preoccupi di rimpatriare centinaia di migliaia di clandestini che sostano illegalmente e senza diritto sul nostro territorio". "Quindi - ha continuato Bordonali - tutti gli interventi previsti per la sicurezza urbana rischiano non solo di rimanere lettera morta, ma anche di essere vanificati da quella che sta prendendo le dimensioni di una vera e propria invasione". "Dobbiamo agire" - ha sottolineato Sala - "soprattutto perche' il tema dell'immigrazione è un aspetto dominante della nostra vita, e con il Protocollo ci siamo presi la nostra responsabilita', con la convinzione che possiamo lavorare con un sistema collaborativo" costituito anche da Questura e Prefettura.

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