Legge elettorale, incontro M5S-Pd. Si fa strada il modello tedesco


Legge elettorale, incontro M5S-Pd. Si fa strada il modello tedesco

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Legge elettorale, incontro M5S-Pd. Si fa strada il modello tedesco

Intanto, in serata è arrivato l'ok degli iscritti Cinquestelle al modello tedesco: "Sono 27mila sì contro 1.500 no" ha detto Grillo citando i risultati del voto sulla piattaforma Rousseau. Questa in sintesi l'atmosfera dei venti minuti in cui M5S e Pd si sono confrontati sulla legge elettorale.

La data del voto anticipato. Ma ciò che importa è votare il prima possibile, a settembre in base alle intenzioni di Grillo e Renzi, a prescindere da quello che sarà il risultato, dal fatto che per l'ennesima volta non vincerà nessuno e dagli effetti che questo potrebbe avere sul Paese. Così, una legge ordinaria, ma fondamentale, come la legge elettorale, rischia di nascere storpia, figlia di compromessi incestuosi tra partiti che guardano, more solito, ai propri interessi di breve periodo invece che a quelli a lungo termine del Paese.

Intanto le chance che la riforma del sistema elettorale consegni all'Italia un modello in stile tedesco continuano a salire. Ovvero, relativa all'elezione del Bundestag, l'unica Camera elettiva del sistema istituzionale tedesco, dal momento che il Bundesrat è la cosiddetta Camera dei Lander, e non prevede l'elezione dei suoi membri, che vengono designati dai governi federati. Una soglia più alta, il 5% appunto, spinge ad un sistema più stabile e definito e "costringe" chi vuole competere alle elezioni a definirsi per bene e non con listoni improvvisati pronti ai veti parlamentari di basso cabotaggio. "E" una proposta che nemmeno garantisce la governabilità, consente coalizioni pasticciate diverse collegio per collegio, destinate a sfarinarsi in Parlamento, e consente ai partitini di contrattare posti nei collegi uninominali e così ricattare le maggioranze in Parlamento". Partendo dal testo di base del Rosatellum, se si troverà nei prossimi giorni all'intesa definitiva si procederà con la "tedeschizzazione" di quest'ultimo. Sullo sfondo resta la lotta per la supremazia nel centrodestra fra Lega e Forza Italia che i sondaggi danno quasi alla pari, con un'attuale prevalenza per la seconda. Tuttavia, avendo preso il 35%, avrebbe diritto a non più di 220 seggi, sui 630. Riproposto da Silvio Berlusconi domenica scorsa in un'intervista al Messaggero, oggi un sistema tedesco adattato al contesto nostrano è stato tradotto in emendamenti dal gruppo di Fi a Montecitorio. Gli uomini della Prima Repubblica, che pure si sono lentamente trasformati in ladri, ma comunque erano di uno spessore culturale e politico che oggi dovremmo rimpiangere, si affidarono al sistema più semplice: il proporzionale puro. In questo caso l'elettore sceglie un partito. "Certo - aggiunge - il sistema tedesco ha qualche pregio, a cominciare dalla soglia del 5%".

Ma guai a chiamarlo tale. Da una parte Grillo fu accusato di aver buttato un'occasione di confronto per cambiare davvero le cose e probabilmente pensò che all'epoca il M5s avesse bisogno proprio di quello; dall'altra Renzi non vedeva l'ora di dire quello che poi disse in faccia al leader dei Cinquestelle: "Esci da questo blog, Beppe, esci da questo streaming".

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