Inter, le frasi di Ausilio sollevano un polverone. Suning pensa al licenziamento?

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Inter, le frasi di Ausilio sollevano un polverone. Suning pensa al licenziamento?

"Abbiamo fatto tantissimi errori" si è sfogato il direttore sportivo dell'Inter, Piero Ausilio, durante un intervento a un corso di perfezionamento in Diritto sportivo all'Università Statale di Milano. Poi ammette scelte errate sul cambio di guda tecnica del dopo De Boer: "Siamo andati su un allenatore che non conosceva la serie A ma anche chi non aveva immaginazione poteva capire che saremmo partiti in ritardo rispetto agli altri". Poca coesione, poca solidarietà tra i giocatori: "Chiariamo subito una cosa: i giocatori si allenano e bene - ha attaccato Ausilio - Quello che è mancato è il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare un gruppo per questioni di etnia, età e personalità". Il Ds nerazzurro, fresco di rinnovo triennale ma ulteriormente depotenziato dall'arrivo di Walter Sabatini - il coordinatore tecnico di Inter e Jiangsu è atteso oggi a Milano - si è tolto più di un sassolino dalla scarpa attaccanto la proprietà e la squadra. "La nuova proprietà cinese potrebbe tranquillamente comprare i giocatori più famosi tipo Cristiano Ronaldo, ma la verità è che non possiamo farlo perché c'è quel famoso Financial Fair Play, che tiene conto dello sviluppo del club, che a sua volta deve avere una struttura che gli permette di arrivare a giocatori di una certa importanza". "Dovremo puntare sui giovani". La battuta a proposito di Gabigol ("Quello è qualcosa di diverso, non posso spiegarlo") nasconde una linea difensiva che fa acqua da tutte le parti. Eppure la rosa dell'Inter è una rosa di buoni calciatori. Ci sono tanti gruppetti e tanta gente che pensa a se stessa.

Il Direttore Sportivo nerazzurro, all'uscita sulla stampa delle sue dichiarazioni, si è difeso sostenendo che non pensava sarebbero state rese pubbliche, essendo state pronunciate in un contesto particolare. E su un rapporto controverso di Ausilio con la proprietà, che spesso ha agito alle sue spalle (e lo ha fatto anche in riferimento agli allenatori).

Leggerezze del genere, nel mondo del calcio, non sono ammesse e una persona che di lavoro fa il dirigente dovrebbe esserne consapevole.

Siamo passati da una gestione a conduzione familiare come quella di Moratti ad una gestione ben precisa improntata sul Business. "È in quei momenti che devi dare sostegno al tecnico". Che sia un modo per rilanciare sé e la società? Stiamo pensando ad allenatori con quelle caratteristiche, però poi vai a vedere e tutti i top sono al Chelsea, al Tottenham, all'Atletico Madrid, alla Juve, ecc.

È il caso dell'ex bandiera neroazzurra Mazzola, il quale non ha particolarmente gradito le affermazioni fatte da Ausilio ed a tale riguardo, ha, infatti, voluto sottolineare: "Non le condivido, perché il gruppo l'ha costruito lui e se non c'è significa che chi ha costruito questo gruppo non è all'altezza e non ha formato una squadra da Inter".

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