Il Senato approva la legge sulla tortura: testo impresentabile

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Il Senato approva la legge sulla tortura: testo impresentabile

Dopo 4 anni di travaglio il disegno di legge che introduce il reato di tortura nell'ordinamento italiano è approvato dal Senato con 195 sì, 8 no e 34 astenuti. Un testo su cui pesano però diverse ombre.

Non ha partecipato al voto il presidente della Commissione per i diritti umani e primo firmatario del disegno di legge, Luigi Manconi. Il parlamentare ricorda: "gli eroici carabinieri che davanti a Palazzo Chigi hanno fermato Prietti quando ha sparato al carabiniere e, invece di sparargli, gli sono saltati addosso, lo hanno buttato per terra e c'è la foto del carabiniere che è a cavalcioni della persona che ha tentato di uccidere il carabiniere e gli mette le manette dietro la schiena, ebbene in altri casi, come quello di Aldrovandi, questo è stato definito una tortura".

Nel Paese di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, di Giuseppe Uva come di Giulio Regeni, le attese per questa legge erano e sono altissime.

Il ddl mira a introdurre nel nostro ordinamento due nuove fattispecie di reato, quello di tortura (ex art. 613-bis) e quello di istigazione alla tortura (art. 613-ter).

Francesca Chiavacci (Arci) parla di una legge "frutto di una mediazione al ribasso" e ne chiede la modifica. Un punto che creerebbe confusione nell'applicazione della legge. Infine, il capitolo delle torture psicologiche. Insomma, "come si fa - è la domanda del senatore - a verificare dieci anni dopo un trauma avvenuto tanto tempo prima?". A favore del provvedimento anche il Movimento 5 Stelle. "Con rammarico prendiamo atto del fatto che la volontà di proteggere, a qualunque costo, gli appartenenti all'apparato statale, anche quando commettono gravi violazioni dei diritti umani, continua a venire prima di una legge sulla tortura in linea con gli standard internazionali che risponda realmente agli impegni assunti 28 anni fa con la ratifica della Convenzione". Per l'associazione Antigone il testo è "confuso e pasticciato" e pensato per "le preoccupazioni di chi vuole restringere le aree della potenziale punibilità".

Su Repubblica si legge che Amnesty International e l'associazione Antigone hanno dichiarato: Questa legge qualora venisse confermata anche dalla Camera sarebbe difficilmente applicabile. "La legge c'è sulla carta, ma sarà del tutto inutile nei tribunali", conclude la capogruppo di Sinistra italiana.

Tutt'altro giudizio arriva invece dagli esponenti di governo e maggioranza.

IL MINISTRO ORLANDO Secondo il ministro della Giustizia Andrea Orlando "oggi è stato compiuto un passo decisivo". Tempi della legislatura permettendo.

Il testo approvato dal Senato, all'articolo 1 prevede che chiunque, con reiterate violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 3 a 10 anni.

Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, afferma: "Nonostante le buone intenzioni e gli aggiustamenti apportati, il Ddl sull'introduzione del reato di tortura, non scioglie i tanti dubbi interpretativi relativi all'intensità delle sofferenze fisiche per essere qualificate acute, alla verificabilità del trauma psichico e del suo grado, a quale sia la condotta del trattamento inumano e degradante".

Se il reato di tortura viene commesso da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblicoservizio nell'esecuzione del servizio, la reclusione sale da cinque a dodici anni. Non sussiste nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti. "Le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di Tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale".

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