Il Papa ha ricevuto in Vaticano i calciatori di Juventus e Lazio

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Il Papa ha ricevuto in Vaticano i calciatori di Juventus e Lazio

E' diverso: in una partita secca sai che non avrai una seconda occasione, ma sono tutte partite da affrontare al massimo. È il saluto del Papa ai dirigenti della Lega nazionale professionisti Serie A e ai dirigenti e calciatori delle squadre Juventus e Lazio, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina. Davanti hanno giocatori molto veloci, bravi nell'uno contro uno, e a centrocampo un giocatore come Biglia che sa posizionarsi molto bene.

"Sono lieto di incontrarmi con voi alla vigilia della partita finale di Coppa Italia". Però bisogna essere concentrati perché per ora non abbiamo ancora vinto niente, e quando i traguardi sono vicini bisogna accelerare e non abbassare l'attenzione. "É stato davvero determinante in Coppa Italia Quando è così in forma, è un giocatore devastante". Non è stato un match normale per la Juve, mentre è stato fantastico per il Genoa, che ha subito sfruttato le occasioni a disposizione. Il rischio in questi casi è quello di proiettarsi fin troppo avanti: Allegri, che contro la Roma ha schierato una Juve "quasi due", ha prima fatto una sorta di autocritica ("Abbiamo dormito tutti: adesso rialziamoci") e poi rilanciato via twitter ("Nessuna preoccupazione, ma antenne belle dritte!"). "Quando affronti la Juve vuoi sempre dimostrare di poter vincere ed è sempre un'opportunità per potersi mettere in mostra". La squadra è responsabile, e dopo le sconfitte hanno sempre reagito. Nella storia della competizione non c'è soltanto la finale del 2015 tra queste due squadre, bianconeri e biancocelesti si erano infatti incrociati nell'ultimo atto anche nel 2004 e la vittoria aveva sorriso alla Lazio. Mi sembra di essere qui da tantissimo tempo. "Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto".

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