I segreti svelati da Trump alla Russia. Fake news o (tragica) verità?

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I segreti svelati da Trump alla Russia. Fake news o (tragica) verità?

Donald Trump avrebbe rivelato ai russi informazioni in codice sull'Isis, lo rivela il Washington Post, che cita una fonte riservata (funzionari attuali e precedenti) che sostiene di avere assistito all'incontro tra il Presidente degli Stati Uniti e il Ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, e al suo ambasciatore, lo scorso mercoledì 10 maggio.

Intanto, mentre alla Casa Bianca i giornalisti stanno facendo la fila davanti all'ufficio del portavoce Sean Spicer per avere una reazione ufficiale, lo scoop del Washington Post è stato confermato a Buzzfeed da due funzionari dell'amministrazione. Un dirigente Usa ha detto che che Trump "ha rivelato piu' informazioni all'ambasciatore russo di quante abbiamo condiviso con i nostri alleati".

Stando a quanto riferisce il Washington Post Trump si sarebbe addirittura vantato con Lavrov "delle grandi notizie che ricevo dall'intelligence". "Ragioni umanitarie, inoltre voglio che la Russia rafforzi notevolmente la sua lotta contro l'ISIS e il terrorismo". Si tratterebbe di informazioni talmente sensibili che i dettagli erano stati omessi agli alleati e limitati anche all'interno dello stesso governo americano. Il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster ha negato che Trump abbia rivelato informazioni classificate in quell'incontro, cui ha partecipato: "Hanno esaminato le minacce comuni delle organizzazioni terroristiche, incluse quelle all'aviazione", ha dichiarato McMaster. In ogni caso, conclude il quotidiano, la rivelazione di Trump potrebbe minare la condivisione dell'intelligence ed esporre il presidente alle accuse di doppi standard, dopo aver criticato Hillary Clinton nel Mailgate per la sua gestione delle informazioni classificate.

Clamorosa rivelazione del Washington Post: Donald Trump avrebbe comunicato ai russi una informazione di intelligence segreta proveniente da un Paese alleato, che aveva chiesto espressamente di non condividerla con Mosca. Come nota Martin Chulov sul Guardian, la decisione di vietare i laptop nei bagagli a mano sugli aerei in partenza da alcuni aeroporti ha creato un grosso problema economico alle compagnie di bandiera di paesi come gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar, che ora potrebbero "vendicarsi" contro il paese che ha fornito agli Stati Uniti l'informazione da cui è scaturito il divieto. Non coglie la gravità delle cose con cui ha a che fare, soprattutto quando si tratta di intelligence e sicurezza nazionale.

"Il presidente - ha assicurato il generale McMaster, ricordando di essere stato presente all'incontro tra Trump e Lavrov - non ha rivelato alcuna operazione militare che non fosse già nota pubblicamente".

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