Direttori dei musei "bocciati" dal Tar: il Touring esprime sconcerto

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Direttori dei musei

La Rivoluzione Franceschini, quella che un paio di anni fa aveva creato malumori in più parti politiche, viene respinta dalla magistratura. Lo scrive su Facebook Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd sottolineando che "hanno funzionato la riforma dei beni culturali, le domeniche gratuite, le nuove direzioni autonome".

Tra le motivazioni della scelta del Tar, la nomina di direttori stranieri. Nel mirino della sentenza del Tribunale ci sono le procedure di selezione: secondo il Tar non potevano essere nominati direttori stranieri (ma soltanto Peter Assmann del Palazzo ducale di Mantova, tra gli stranieri, è stato respinto) e inoltre le prove orali di selezione si sarebbe tenute a porte chiuse, senza testimoni, e dunque in maniera non legittima e non chiara.

Restano al loro posto Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, e Cecile Holberg, alla guida della Galleria dell'Accademia sempre nella città toscana. Anche la Galleria Estense, che ha riaperto nel Maggio del 2015 a seguito della chiusura forzata causata dai danni del terremoto del Maggio 2012, sta registrando numeri molto significativi: +7% di visitatori solo nell'ultimo anno.

Le polemiche sono molte a riguardo, e c'è una forte divisione tra chi critica le modalità con cui Franceschini ha emanato l'art bonus e chi invece accusa il Tar del Lazio di bloccare il Paese. Il ministro dei Beni culturali "umilia gli italiani", s'infuriava Vittorio Sgarbi. Cifre che, per entrambe le voci, sono contraddistinte dal segno più. "Non ho parole, ed è meglio...".

(Fonte: Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) - La decisione del Tar Lazio sui direttori dei musei ha suscitato reazioni risentite da parte di chi confidava che una giusta esigenza di internazionalizzazione di un settore cosi importante, fosse sufficiente a cancellare le anomalie della nostra legislazione.

Critico anche Matteo Renzi.

(Ansa) Degl'Innocenti, io bocciata ora aspetto - "Adesso non posso dire niente, solo che aspetto disposizioni dal mio ministro".

Dopo il tweet, il ministro ha convocato una conferenza stampa nel corso della quale ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. "È un nemico dell'italianità", inveiva la Lega Nord, mentre i grillini parlarono di "un triste spettacolo".A dare ragione ora al coro di voci che imponevano la preferenza per gli autoctoni sono i togati. "Se si vogliono aprire la porte all'Europa, e noi siamo d'accordo, bisogna cambiare le norme, non i Tar".

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