Corruzione, 3 arresti a Trapani: in manette il candidato sindaco

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Corruzione, 3 arresti a Trapani: in manette il candidato sindaco

L'operazione, denominata "Mare monstrum" dei carabinieri di Trapani e Palermo, è scattata questa mattina su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Le indagini hanno consentito di accertare reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d'ufficio ed installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni telefoniche. Viene da ipotizzare, in attesa della conferenza stampa in Procura, a Palermo, per fine mattinata, che Morace abbia pagato qualche tangente a Montalto, magari con l'intermediazione di Fazio, eletto con il Pdl nel 2012 e oggi nel gruppo Misto, nonché vice presidente in Commissione antimafia.

La famiglia Morace, che sostiene Fazio, gestiva la compagnia Ustica lines che collega con traghetti la città di Trapani alle isole minori. Altro nome importante è quello di Giuseppe Montalto, coordinatore della segreteria particolare dell'assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio. La figlia della Severino lavora in una società di Morace. È andato invece in carcere l'armatore Ettore Morace.

Si è, altresì, registrato un notevole attivismo del Morace nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale, finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all'aggiudicazione di fondi regionali "gonfiati". Diversi gli indagati, tra cui la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari che avrebbe garantito "un forte appoggio a Morace" e l'ex deputata regionale Marianna Caronia.

Morace è accusato di aver contattato la Vicari, tramite una terza persona, e di avere così ottenuto che l'Iva sui trasporti marittimi scendesse dal 10% al 4%.

Fazio a Fulgatore, centro agricolo a 20 chilometri da Trapani, gestisce la sua azienda, la "Fazio wines", rinomata azienda che da anni esporta all'estero.

L'attività veniva attuata con l'ausilio di un'agenzia di investigazioni private del capoluogo campano e attraverso l'installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente. I rapporti tra Fazio e l'imprenditore durano già da tempo.

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