A che punto è la legge elettorale

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A che punto è la legge elettorale

Il punto è che Renzi - intenzionato a evitare un autunno caldo di appuntamenti elettorali e di scadenze finanziarie - non poteva permettersi l'azzardo in Parlamento sulla riforma elettorale senza il sostegno di Berlusconi. Per Berlusconi il modello ideale è un proporzionale che magari prepari ad un nuovo governo di larghe intese, che permetterebbe di riportarlo alla ribalta considerati i difficili rapporti nel centrodestra con il leader leghista Matteo Salvini.

Il leader del Partito Democratico è poi entrano nel merito della questione: "Certo il sistema tedesco ha qualche pregio, a cominciare dalla soglia del 5%".

Intanto, si attende la decisione del gip di Palermo Marco Gaeta nei confronti di Mimmo Fazio, il deputato regionale avversario di D'Alì nel voto dell'11 giugno che è finito ai domiciliari una settimana fa nell'ambito di una inchiesta per corruzione. "Non ci può essere - ha detto Di Maio- una legge elettorale che esclude la forza politica che oggi ha più consenso". È la stessa logica che adotteranno gli scissionisti contro Renzi, pronti già a distanziarsi dal governo Gentiloni.

Forza Italia 11,5%, Lega al 12,5% e Fratelli d'Italia al 4% compongono un risultato d'insieme, con anche Alternativa Popolare al 3% che supererebbe ad oggi i due rivali storici. Lo ha detto Matteo Renzi, conversando con i giornalisti a margine della registrazione del Maurizio Costanzo Show. Fuor di metafora, manca davvero un amen alla conclusione delle trattative per scrivere una nuova legge elettorale. "Occorre un'alleanza per il cambiamento che tracci una linea di demarcazione col Pd, perché a sinistra della politica renziana c'è un quarto della società italiana". Ed Mdp - che da oggi a causa del possibile ripristino nella manovrina di alcune tipologie di vaucher- non dice di no. Con loro, come con Ap, sono per ora previsti da parte Pd incontri fra delegazioni parlamentari. In più, nel modello tedesco, c'è il celebre "scorporo" che - mentre i grandi partiti si giovano dei seggi lasciati liberi dalle liste che non superano lo sbarramento - aiuta un po' i piccoli.

Quella che ci attende quindi sarà con ogni probabilità un'estate rovente sotto ogni punto di vista, con il voto anticipato a settembre che ci metterebbe di fronte a un'inedita campagna elettorale estiva. "Davanti alle "ideologie" che chiedono di dare a tutti un reddito, di far mantenere le persone con un assegno sociale, Papa Francesco rilancia sulla necessità non di un reddito per tutti, ma un lavoro per tutti".

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