Wemogee: la chat tutta emoji per chi ha problemi di linguaggio

Share

Wemogee: la chat tutta emoji per chi ha problemi di linguaggio

Wemogee è infatti pensata per chi è stato colpito da afasia.

E non è solo un mezzo di comunicazione in sé, è anche uno strumento che può aiutare molto nella rieducazione di chi è colpito da afasia.

Le frasi sono catalogate in modo che le persone afasiche possano sceglierle velocemente. La app Wemogee verrà lanciata a fine aprile tramite i canali Samsung Electronics Italia e l'hashtag #SamsungWemogee.

Il vocabolario dell'app comprende una library di più di 140 frasi relative ai bisogni primari così come alla sfera affettiva con le frasi prevedibilmente più utili per le comunicazioni dei pazienti afasici; queste frasi sono state tradotte in sequenze logiche di emoji e suddivise in 6 macro categorie di riferimento (vita quotidiana; mangiare e bere; sentimenti; aiuto, attività ludico-ricreative, ricorrenze e celebrazioni); le persone afasiche sceglieranno ciò che vogliono comunicare tra un panel di opzioni visive, inviando la sequenza di emoji selezionata al destinatario non afasico.

Nel tradizionale trattamento dei disturbi del linguaggio, le immagini e i gesti hanno un ruolo fondamentale perché oltrepassano la barriera della verbalità.

L'idea di Wemogee è tutta italiana (Samsung e Leo Burnett hanno collaborato anche con Elio Clemente Agostoni, Direttore del Dipartimento Neuroscienze dell'Ospedale Niguarda di Milano, e con Giuseppe Sciarrone, Consulente Neurochirurgo dell'ospedale Humanitas Gavazzeni di Milano) ma è pronta ad estendersi anche in altre nazioni (sarà subito distribuita anche in inglese) e potenzialmente anche ad altre patologie che interessano il linguaggio, con gli opportuni adattamenti. "I pazienti afasici - ha spiegato la dottoressa Polini - comprendono gli emoji perché rappresentano tutti gli aspetti delle emozioni".

Dotata di una interfaccia semplice e intuitiva, Samsung Wemogee funziona come una sorta di traduttore testo-emoji e viceversa. Il gesto, il disegno e tutta la mimica è perfettamente conservata in comprensione e spesso anche nella produzione. L'inserimento di risposte suggerite, di fronte a determinate domande, rappresenta un modello di interazione semplice, che agevola l'utilizzo da parte del paziente afasico limitando le sue possibilità di scelta e di conseguenza le possibilità di errore.

Comunicare attraverso gli emoji è diventato naturale per milioni di persone ma è pur sempre un linguaggio parallelo a quello scritto, che lo arricchisce ma che non lo sostituisce se non in maniera molto parziale.

Ma la nuova app non è solo una chat di messaging: Wemogee può infatti rappresentare anche uno strumento di training a supporto delle tradizionali metodologie di riabilitazione, grazie alla funzione display che permette di visualizzare su un unico dispositivo la frase selezionata sia in forma emoji sia in forma testuale.

Il progetto che ha portato alla realizzazione di Samsung Wemogee è nato con l'obiettivo di restituire alle persone affette da afasia la possibilità di tornare a comunicare con amici e familiari in modo semplice e veloce.

La tecnologia, specialmente quella collegata ai dispositivi mobile, come già visto in precedenza, non è legata soltanto allo svago e se programmi come Skype, per le videochiamate e app di messaggistica istantanea, come WhatsApp o Facebook Messenger, aiutano le persone a mantenere i contatti con amici lontani, la nuova app Samsung Wemogee, aiuta le persone affette da afasia, cioè che non riescono ad esprimersi tramite parola scritta o verbale, a comunicare con i loro cari attraverso le emoji. "Abbiamo la sensazione di aver contribuito a fare qualcosa di davvero grande" afferma Francesco Bozza, direttore creativo dell'agenzia.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.