Scoppia il caso Anac, Cdm riduce poteri Cantone

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Scoppia il caso Anac, Cdm riduce poteri Cantone

E' stato lo stesso aministratore delegato della Consip Luigi Marroni a chiedere un incontro con Cantone dopo che l'Anac ha aperto un fascicolo sulle centrale acquisti del ministero dell'economia e sull'appalto Fm4, la supergara da 2 miliardi e 700 milioni di euro al centro dell'inchiesta per corruzione delle procure di Roma e Napoli (vedi articoli collegati).

"Il sindacato confederale - conclude Martini - risponderà con forza alla scelta dell'esecutivo, che ha ceduto ancora una volta agli interessi di chi si oppone al cambiamento nel mondo degli appalti".

Per il dirigente sindacale "si tratta di un atto inconcepibile, una totale mancanza di rispetto del Parlamento", motivo per cui "occorre porre rimedio e chiediamo al governo e al ministro Delrio di intervenire immediatamente". All'attacco l'opposizione, con il M5s ("il governo dimostra di non voler combattere sul serio la corruzione"). Che però si affretta ad assicurare: "Mi auguro sia un mero errore materiale da parte degli uffici di Palazzo Chigi".

Lo scorso consiglio dei ministri ha deciso di abrogare il passaggio del codice degli appalti che attribuisce più poteri all'Anac di Raffaele Cantone, in materia di intervento e prevenzione. "Sul punto sarà posto rimedio già in sede di conversione del Dec e in maniera inequivocabile", fanno sapere fonti di Palazzo Chigi alle agenzie di stampa. Per questo non si è mai pensato, nel corso dell'iter parlamentare, di modificare quell'articolo. La legge è passata per il consiglio dei ministri che o non ha capito nulla e quindi firma segna leggere le carte oppure è complice, e infine la legge è stata firmata dal presidente della Repubblica. "Il comma 2 è abrogato". Con un colpo di spugna l'Anac ha perso i suoi poteri.

"Chi vuole depotenziare l'Anac? Chi ha materialmente scritto quella riga di legge è sconosciuto al momento". "E tra le macerie quelle più evidenti sono quelle della dignità della politica".

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