Polonia: IMF prevede Pil in crescita del 3,4% nel 2017

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Polonia: IMF prevede Pil in crescita del 3,4% nel 2017

E il Fondo Monetario Internazionale adegua al rialzo le sue previsioni: nel World Economic Outlook, appena pubblicato a Washington in occasione degli incontri primaverili dell'istituzione, il Pil 2017 dell'Eurozona viene aumentato di un decimo di punto rispetto alle stime di gennaio. Nelle tabelle del FMI si legge, infatti, che a fine 2017 il tasso di disoccupazione potrebbe scendere all'11,4%, riportando quindi una flessione dello 0,3% rispetto all'11,7% del 2016, per poi scendere all'11% fine 2018. Nel 2018 la crescita accelererà al +3,6%.

Intanto l'economia mondiale sembra prendere slancio ma restano significativi rischi la ribasso, fra i quali il protezionismo. Una crescita comunque superiore a quella di Eurolandia, che segnerà un +1,7% per quest'anno (+0,1 punti percentuali) e un +1,6% per il prossimo. Un monito rivolto all'America di Donald Trump, come quello sulla deregolamentazione spinta del settore finanziario che potrebbe tradursi in "eccessive prese di rischio e aumentare la possibilità di crisi". Bene anche l'economia USA, che dovrebbe accelerare dall'1,6% del 2016 al 2,3% del 2017 e al 2,5% del 2018. "La riprese economica dell'Area Euro procede", ma "l'incertezza di alcune elezioni e le incognite del dopo Brexit potrebbero pesare", sottolinea Fmi. Sempre in riferimento all'Italia, il Fmi ricorda che il debito pubblico dovrebbe rimanere sopra il 130%, ma in miglioramento, con passaggio al 132,8% del Pil nel 2018 e al 131,6% nel 2018, in calo rispetto alle stime di ottobre, quando aveva ipotizzato un debito al 133,4% per il 2017 e al 132% per il 2018.

L'economista Carlo Cottarelli a ottobre lascerà il Fondo monetario internazionale, dove ricopre il ruolo di direttore esecutivo per il nostro Paese.

L'economia dei Brics - Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica - continua a crescere, trainata dalla galoppata di Cina e India. Cottarelli vorrebbe un intervento soprattutto sul lato della spesa, con azioni programmate che possano ridurre il deficit strutturale di uno 0,5% l'anno nei prossimi tre anni. Nonostante il miglioramento, le stime del Fmi restano superiori di qualche decimale rispetto a quelle contenute nel Def, dove è previsto un debito al 132,5% nel 2017 e al 131,0% nel 2018.

Tornando all'Eurozona, se per il 2017 le previsioni sono state riviste al rialzo all'1,7%, mentre per il 2018 l'Fmi ha reso noto di prevedere un rallentamento all'1,6%, in linea con le stime di gennaio.

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