M5S punta su riduzione orari e stop privilegi sindacati

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M5S punta su riduzione orari e stop privilegi sindacati

Magari, incentivando pure la staffetta generazionale come strumento di riduzione dell'orario del lavoratore vicino alla pensione, a fronte dell'assunzione di giovani, al fine di favorire l'occupazione giovanile e garantire un passaggio di conoscenze ed esperienze tra generazioni. Il Movimento 5 Stelle favorira' infine il coinvolgimento dei lavoratori nell'elaborazione delle strategie, nell'organizzazione produttiva e, in generale, nei processi decisionali della loro impresa.

Oggi M5S vota per il Programma Lavoro del MoVimento.

Il presidente ha voluto ringraziare le organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l'accordo e tutti quei lavoratori (oltre 250) che, con grande spirito di sacrificio, hanno anteposto il bene collettivo a quello individuale. La riduzione dell'orario di lavoro: 68.700 preferenze espresse, delle quali 12.869 per la riduzione dell'orario di lavoro al di sotto delle 40 ore settimanali. In Francia le 35 ore sono costate circa un miliardo l'anno, mentre in Italia stiamo spendendo, per la decontribuzione dei neoassunti con l'inutile 'Jobs act', almeno 18 miliardi in tre anni.

Una critica dura a 360 gradi quella che il Movimento fa dei sindacati, che per i pentastellati devono vivere delle tessere sottoscritte dai lavoratori "per essere libero di ottemperare alla propria missione" e le tessere che si rinnovano con "silenzio assenso" vanno abolite. Dobbiamo ridurre l'orario di lavoro e disincentivare gli straordinari. Inoltre ipotizza di fissare comunque l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi versati a prescindere dall'età anagrafica e di estendere le tutele previdenziali dei cosiddetti lavori "usuranti". "Muratori e impiegati hanno diversi stili di vita e diverse aspettative di vita - sottolinea Davide Tripiedi - e non possono essere considerati allo stesso modo". Ma gli iscritti hanno detto stop ai sindacalisti carrieristi della politica e nei consigli di amministrazione e gestione delle aziende; ai bilanci opachi senza obblighi di trasparenza; ai finanziamenti pubblici e alle quote di servizio dei contratti e degli enti bilaterali; al rinnovo automatico delle tessere degli iscritti al sindacato e ai distacchi retribuiti se non sono legati alla effettiva rappresentanza nei luoghi di lavoro. Così come "abbiamo valutato - dice ancora un parlamentare della commissione Lavoro - il fatto che contro la riforma Fornero i sindacati hanno scioperato per mezz'ora o poco più, molti accordi sono stati fatti al ribasso e molti lavoratori non vogliono sentir parlare dei sindacati". La società ha quindi dimostrato che i trasferimenti contestati si inseriscono all'interno di un percorso di riorganizzazione aziendale molto più ampio. "Bisognerà investire in questi settori e non tirare a campare come fa il governo Gentiloni e come ha fatto il governo precedente; una parte delle nostre proposte sarà nel programma su istruzione e università".

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