Lupo ucciso, scuoiato e appeso ad un cartello stradale

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Lupo ucciso, scuoiato e appeso ad un cartello stradale

Brusco risveglio per i cittadini di Suvereto (LI) che stamattina hanno trovato un lupo scuoiato e appeso alla cartellonistica stradale dell'incrocio per Suvereto e Monterotondo Marittimo. A darne notizia è stato il sindaco di Suvereto sulla pagina Facebook del Comune pubblicando un foto, "per decenza tagliata", del cartello a cui è stato appeso l'animale. Chi lo ha compiuto ha anche affisso sopra l'animale un cartello con scritto: "No agli abbattimenti - sì alla prevenzione". "Il WWF esprime il suo appoggio al sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi, che sui social media ha fermamente condannato l'accaduto, ed auspica che i responsabili di questo crimine siano prontamente individuati e consegnati alla giustizia". Il Wwf ad esempio ha fatto sapere di essere pronto a presentare un esposto in Procura. In totale, secondo l'associazione, ogni anno muoiono in Italia 300 lupi a causa della "caccia illegale, di trappole, bocconi avvelenati e incidenti stradali". Su quanto accaduto a Suvereto interviene anche Legambiente che parla di "gesto barbaro e vigliacco che condanniamo". Legambiente chiede alle forze dell'ordine d'intervenire subito e in maniera forte. "Non è così, infatti, che si aiutano gli allevatori, che rappresentano oltretutto un presidio fondamentale per il territorio, sempre più in crisi, ma garantendo da subito i rimborsi diretti e indiretti per danni da predazioni". Tanti le dichiarazioni di sdegno e condanna (leggi gli articoli correlati), che inevitabilmente hanno riaperto il dibattito sul Piano lupo in discussione nella Conferenza Stato-Regioni (leggi l'articolo consigliato). "Non ci si stupisca se poi le associazioni lanceranno un boicottaggio dei prodotti e dei luoghi in cui avvengono indisturbati questi atti criminali efferati e inaccettabili in un Paese che pretende di essere civile".

Un caso che è già all'attenzione delle autorità nazionali: il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha telefonato al Generale di Corpo d'Armata Antonio Ricciardi, comandante del Comando Unità Tutela Forestale Ambientale ed Agroalimentare Carabinieri (CUTFAA), chiedendo "un forte impegno ai Carabinieri Forestali, già a lavoro sull'episodio con i reparti scientifici e il nucleo anti-bracconaggio, per individuare i responsabili di un gesto criminale e di insensata violenza nei confronti della biodiversità e in particolare di una specie duramente colpita dal fenomeno del bracconaggio".

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