Il giudice Falcone allontanato dalla moglie Francesca la famiglia

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Il giudice Falcone allontanato dalla moglie Francesca la famiglia

I Morvillo hanno deciso di ritirare il nome della congiunta ed escono dal consiglio direttivo. Maria è la presidente della fondazione, Alfredo Morvillo, procuratore a Termini Imerese (Pa), fratello di Francesca, è il vicepresidente. E l'anniversario si appresta a caricarsi di un'amarezza in piu': lo scontro tra le famiglie Falcone e Morvillo, il divorzio dalla fondazione che da una quarto di secolo contribuisce e tenere viva la memoria antimafia.

Ancora non è stata ratificata dovremmo convocare il consiglio.

"Per noi è stato doloroso spostare Giovanni dalla tomba di Sant'Orsola al Pantheon ma lo abbiamo fatto per non fare dimenticare le stragi del 1992. Quando provai a spiegare che così Francesca sarebbe stata dimenticata mi risposte che sarebbe stata ricordata da chi la conosceva e l'amava". Poi - aggiunge Maria Falcone - la madre di Francesca ha saputo lo spostamento dai giornali e da allora la famiglia ha deciso per l'uscita dalla fondazione. Ribadisco per noi tutto ciò è doloroso spero che ci sia un ripensamento. Ricorderò sempre Francesca insieme a Giovanni e le attività della Fondazione andranno avanti. "E il nome della moglie di mio fratello campeggia nella targa del Pantheon con quelli dei caduti a Capaci e in via D'Amelio". Morvillo tiene però a sottolineare che non vuole "alimentare alcuna polemica" e che la decisione risale "al 2011" definendo questo il "momento finale" di "una serie di situazioni". "Il disagio viene da lontano", sostiene. Negli interventi nell'aula bunker di Palermo, dove ogni anno si organizza una parte delle manifestazioni in ricordo del magistrato ucciso a Capaci, Morvillo ha colto - secondo quanto riporta l'agenzia ANSA - un vuoto di memoria sulla figura della sorella. "Non è stato raggiunto l'obiettivo di unire nel ricordo delle manifestazioni organizzate chi è stato unito nella vita", spiega a Repubblica Alfredo Morvillo. Il suo ruolo a fianco di Falcone ma soprattutto la condivisione di vita e di impegno civile rimasero, secondo lui, in secondo piano, e non solo in quella occasione. Ma - dice - non gli fu consentito di intervenire sul palco.

Pippo Giordano, della squadra di polizia giudiziaria di Falcone racconta "Io dissento per due motivi: il primo è che Giovanni Falcone dovrebbe rimanere nella cappella, per consentire a tutti di omaggiarlo in un luogo pubblico".

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