Emiliano dopo sentenza Tar Lazio: su Tap andremo avanti

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Emiliano dopo sentenza Tar Lazio: su Tap andremo avanti

Niente annullamento delle note del Ministero dell'Ambiente che autorizzava il Tap all'espianto degli ulivi nell'aera del gasdotto. Nei giorni scorsi il Tar aveva sospeso l'efficacia della nota. Il ricorso della Regione, rappresentata e difesa dall'avvocato Mariano Alterio, è stato respinto con una sentenza emessa dopo la Camera di Consiglio del Tar che si è riunita il 19 aprile.

La motivazione per cui il tribunale amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia sul Tap è che si tratta di un'opera "dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato". "La verifica finale di ottemperanza alle prescrizioni contenute" nel decreto ministeriale del 2014 che ha "definito positivamente la valutazione di impatto ambientale" compete al Ministero dell'Ambiente, si legge infatti nella sentenza, da poco visibile sul sito della giustizia amministrativa.

La Puglia aveva chiesto la sospensione dei lavori esponendo timori per un pericolo di danno permanente all'uliveto, sia per lo spostamento dei 211 ulivi previsti dalla Valutazione di impatto ambientale che del progetto di microtunnel. Èstata rigettata la tesi secondo cui il ministero dell'Ambiente avrebbe autorizzato l'espianto, appropriandosi di facoltà di esclusiva pertinenza della Regione, che si e' detta unico ente titolare della facolta' di dichiarare ottemperata la prescrizione A44. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano non molla. Inoltre i giudici hanno rilevato che "due articolazioni della stessa Regione Puglia (il Dipartimento Agricoltura - sezione osservatorio fitosanitario ed il Dipartimento Agricoltura - servizio provinciale agricoltura di Lecce)" con specifici provvedimenti "hanno concesso alla società Tap l'autorizzazione all'espianto" degli ulivi. "Non vedo le ragioni di questa protesta" aveva sottolineato il ministro.

"Gli interventi di espianto, cominciati il 17 marzo, erano stati fermati con decreto cautelare del Tar il 6 aprile, nel pieno delle manifestazioni di protesta di attivisti, cittadini e amministratori salentini". Altri 31 alberi sono già espiantati e sistemati in vasi rimasti nel cantiere, mentre 12, sempre sistemati in vasi, si trovano in un deposito a Melendugno.

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