Casella, morte cerebrale per bimbo lanciato dal secondo piano

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Casella, morte cerebrale per bimbo lanciato dal secondo piano

La famiglia è restata prigioniera delle fiamme divampate in piena notte nella propria casa al secondo piano. La donna ha riportato diverse ustioni mentre il marito è in coma. Grazie all'autorizzazione concessa dalla mamma del piccolo, Vincenza Sansone, ricoverata per alcune fratture nel reparto di ortopedia dell'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, l'equipe di medici del centro trapianti di Genova ha raggiunto l'ospedale Gaslini per avviare le verifiche propedeutiche agli espianti degli organi: punto di partenza le compatibilità istologiche con malati in attesa di un organo. Nella caduta il piccolo, che ha sette anni, ha riportato alcune contusioni, ma a preoccupare è il fumo che ha respirato. Il bambino ha riportato una grave ferita alla testa ed è stato subito trasferito all'ospedale pediatrico Gaslini. Lo stesso genitore si è poi lanciato dalla finestra ferendosi gravemente e resta ricoverato in coma all'ospedale Galliera di Genova. È fuori pericolo ma in stato confusionale. Fra le cause possibili del rogo un corto circuito o la stufa o la canna fumaria difettose. Il rogo che ha provocato l'incendio, a detta dei vigili del fuoco, sarebbe divampato dalla stufetta a legna della famiglia Fraietta. Per tentare di salvare la vita al proprio figlio, papà Alessio lo ha lanciato dalla finestra.

Quindi, dalle finestre si sono lanciati i due coniugi. Il solaio a causa dell' incendio è crollato distruggendo i due appartamenti sottostanti: uno era sfitto, l'altro è occupato da un'anziana che però stanotte non era in casa perché era andata a dormire dalla figlia. "Quando finalmente i pompieri allertati dalla chiamata disperata della madre al 115:" Correte qui brucia tutto!" sono giunti sul luogo dell'incendio, l'edificio di due piani era stato eroso dalle fiamme al punto che è crollato davanti ai loro occhi, col rischio di travolgere gli uomini dei soccorsi, che sono riusciti a mettersi in salvo, solo fuggendo pochi istanti prima del fatale crollo del palazzo.

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