Barcellona-Juventus 0-0 I bianconeri in semifinale

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Barcellona-Juventus 0-0 I bianconeri in semifinale

Ha protestato a lungo Allegri in panchina, gli ha risposto in maniera accesa Luis Enrique mimando una gomitata di Mandzukic a Sergi Roberto, ha applaudito ironicamente in tribuna il presidente bianconero Agnelli, che aveva a breve distanza il suo collega catalano Bartomeu.

Al di là degli esperimenti vari sfociati in un 3-4-3 e in diversi esperimenti, non c'è dubbio che il miglior vestito per questo Barça, fin dai tempi di Rijkaard, è il 4-3-3. L'arbitro? Kuipers sarà all'altezza. Dobbiamo ridurre la fiducia della Juve, al Camp Nou ci possiamo riuscire. Dopo il 3-0 rifilato agli spagnoli a Torino, i bianconeri hanno pareggiato al Camp Nou per 0-0, riuscendo nell'impresa di non subire la rimonta da parte della squadra di Luis Enrique, sicuro alla vigilia di capovolgere il risultato. Allegri poi parla del Barcellona: "Le debolezze loro in difesa non si cancellano in una settimana, quindi ci sono". Ai bianconeri basterebbe anche una sconfitta con 3 gol di scarto, ma con almeno una rete segnata. E allora - con il video di Barça-PSG che scorre in loop - Allegri ha avuto occasione di offrire due o tre dritte "salvavita" ai suoi giocatori, qualora la situazione nell'arena blaugrana si faccia bollente. "Il PSG doveva subire tre gol negli ultimi dieci minuti ed è successo proprio così", sentenzia Allegri in conferenza stampa: un tale suicidio, con la clessidra in mano ai bianconeri, non sarà ammesso. Dovremo giocare una gara di grande lucidità e freddezza: ci saranno momenti in cui ci sarà da difendere e altri in cui ci sarà da attaccare, poi dovremo giocare per fare gol. Nemmeno il termine "miracolo" gli andrebbe bene in caso di qualificazione del Barcellona. Lo dico anche adesso. Meritata, senza dubbio. Perché, dopo il 3-0 dell'andata, la Signora non ha preso gol nemmeno in Catalogna confermandosi squadra bunker (due sole reti subite in tutta la stagione europea) nonostante la formula "Five Stars": una grande squadra si identifica anche da questi particolari, quando si soffre e si raggiungono i traguardi tutti insieme. "Ci vuole calma e molto equilibrio, vincere non è una cosa normale ma straordinaria, soprattutto in Champions dove hai poche partite e basta un episodio o una serata storta per essere eliminato". Il Bayern del 2013 lo era nel gioco e nell'organizzazione, l'Inter e il Chelsea nell'unità fra i propri giocatori e nella maggior determinazione: la Juventus sta nel mezzo, ma per alcune sue caratteristiche sembra più vicina a Inter e Chelsea.

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