Ape sociale: firmato il decreto attuativo

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Ape sociale: firmato il decreto attuativo

L'Ape social si avvicina così all'operatività completa anche se l'iter per la pensione anticipata a costo zero non è ancora concluso. La misura è totalmente finanziata dallo Stato, non prevede coinvolgimento delle banche come per l'Ape volontaria.

È arrivata nel pomeriggio di ieri la notizia della firma apposta dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sul primo decreto attuativo della riforma delle pensioni.

Nel volume che uscirà il 6 maggio prossimo, "c'è un capitolo contro l'Inps", ha sottolineato la deputata, che ha precisato:"Per quanto riguarda ad esempio la staffetta generazionale, una legge provinciale già approvata sia per Bolzano che per Trento, l'Inps non riesce a collaborare in modo che essa possa diventare una realtà per i lavoratori".

In particolare il decreto prevede la possibilità per i lavoratori del settore privato di andare in pensione in anticipo a 64 anni di età, con o un'anzianità contributiva, comprensiva di contributi da riscatto e figurativi, di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012. La sua durata massima è di 3 anni e 7 mesi: di conseguenza, poiché dall'anno prossimo l'età pensionabile salirà per tutti a 66 anni e 7 mesi, l'età minima per accedere all'Ape social è di 63 anni. La misura, vale ricordarlo, ha una natura sperimentale, il che significa che solo dopo la prossima legge di Bilancio si saprà se il Governo intenderà renderla strutturale. Ape sociale e Ape volontaria. I decreti attuativi, secondo le anticipazioni, sarebbero pronti ma devono essere inviati per approvazione al Consiglio di Stato e potrebbero arrivare in maniera differita per le diverse varianti di APe (volontaria, social e aziendale) con priorità per l'anticipo pensionistico a carico dello Stato.

Per l'Ape sociale inoltre è necessario rientrare in alcune categorie sottoposte a tutela: invalidi oltre il 74%, disoccupati senza ammortizzatori, chi assiste parenti con gravi disabilità, lavoratori addetti ad attività gravose o usuranti.

L'importo della prestazione viene rapportato in base al valore della pensione calcolato al momento dell'accesso alla prestazione, ma non può in ogni caso superare i 1500 euro lordi mensili; questo significa che, i lavoratori che al momento dell'accesso alla pensione risulterebbero titolari di una pensione di importo non superiore ai 1.500 euro lordi, potranno riscuotere l'intero importo della stessa. Tale indennità sarà tassata come reddito da lavoro dipendente, quindi meno che il reddito da pensione.

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