Alitalia, referendum parte giovedì fino al 24

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Alitalia, referendum parte giovedì fino al 24

Al via il referendum sul 'verbale di preaccordo' raggiunto tra Alitalia e sindacati nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. I lavoratori della sede romana della società di call center, nel dicembre scorso, bocciarono infatti l'intesa raggiunta tra sindacati e azienda al Mise per risolvere la vertenza, che prevedeva tagli alle retribuzioni, con il risultato dell'avvio delle procedure di licenziamento per 1.660 dipendenti.

L'Associazione nazionale piloti, "dopo un'attenta valutazione dell'accordo firmato dalle organizzazioni sindacali in data 14 aprile 2017, darà indicazioni ai piloti dell'Alitalia di votare no al referendum".

Nella riunione di ieri è stato anche definito il quesito referendario. Oggi, al termine della riunione intersindacale che ha deciso i criteri della consultazione i sindacalisti hanno lasciato il tavolo scuri in volto e con poca voglia di parlare. Però ognuno davanti alla scheda inizierà a ragionare sul proprio futuro. "La sua è una posizione espressa a titolo personale", si è affrettato a commentare Tarlazzi. Saranno allestiti 7 seggi, di cui 5 all'aeroporto romano di Fiumicino, uno a Malpensa e uno a Linate.

Il pre-accordo prevede il ricorso a una serie di misure volte a ridurre i costi e ad evitare gli esuberi del personale, in particolare gli esuberi complessivi scendono a quota 1.700 dai 2.037 preventivati mentre quelli del personale a tempo indeterminato si riducono a 80 unita' dalle iniziali 1338 ed il taglio al costo del lavoro scende dal 30 all'8%. Al voto andranno tutti i dipendenti della compagnia, compresi gli 850 dipendenti a tempo determinato (11.450 gli indeterminati).

Perché Calenda è fermo nelle sue posizioni: "Se dovesse prevalere il "no" ci sarebbe solo un brevissimo periodo di amministrazione straordinaria, circa 6 mesi, e poi l'accompagnamento verso la liquidazione della compagnia".

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