25 aprile, Anpi Roma: "La comunità ebraica non ci sarà"

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25 aprile, Anpi Roma:

E il Bds ("Boicottaggio, disinvestimento, sanzioni", una Ong che cerca di convincere le persone a combattere il genocidio in atto contro i palestinesi con queste misure) voleva sfilare nella manifestazione del 25 aprile, in maniera tranquilla, mostrando i cartelli dei villaggi palestinesi distrutti dagli israeliani dal 1948 ad oggi. Ad attaccare frontalmente i partigiani, infatti, non è un esponente dem di secondo piano, ma al contrario il presidente nazionale del partito, e cioè Matteo Orfini. "È diventato un elemento di divisione e non più di unione della città intorno ai valori della resistenza e dell'antifascismo". Si parte già domani con alcune iniziative come la lectio magistralis alla Statale di Olivier Wieviorka, intitolata "La Resistenza". A rincarare la dose la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello: "Il 25 aprile torni ad essere la festa di chi crede nella Costituzione e nei valori dell'antifascismo". Sbaglia l'Anpi a non coltivare la memoria del ruolo che ebbe la brigata ebraica nella guerra e, soprattutto, a dimenticare che la comunità ebraica romana è la più antica d'Europa e che pagò alle leggi razziali e all'occupazione nazista un prezzo altissimo.

Ma sono le divisioni e le "incomprensioni", come le definisce lo stesso segretario, ad aver caratterizzato la giornata scelta dall'Anpi per presentare le iniziative in vista della festa della Liberazione. Nell'invito, però, l'Anpi specificò che alla manifestazione avrebbe comunque partecipato una rappresentanza palestinese. "Milano saprà isolare e respingere ogni tipo di provocazione all'indirizzo della Brigata Ebraica" ha scritto Roberto Cenati, presidente del comitato provinciale Anpi di Milano. Poco meno di un mese fa l'associazione dei partigiani lanciò un invito agli ebrei capitolini a partecipare al corteo, mettendo da parte anni di frizioni. L'appuntamento sarà in via Balbo, di fronte all'allora sede della Brigata Ebraica. L'Anpi, per bocca del suo segretario Fabrizio De Sanctis, si è detta dispiaciuta della decisione.

L'Italia ha da sempre un problema: non essere mai riuscita a trasformare l'unica grande festa laica, il 25 aprile, in una festa di tutto il Paese, in un momento di memoria condiviso. "Un percorso un po' più lungo - dice il segretario Fabrizio De Sanctis - ma più importante e significativo". Passeremo attraverso quartieri popolari e popolosi come Ostiense e Garbatella. Ma al corteo, oltre al Pd e alla Comunità Ebraica, non ci sarà nemmeno il Movimento Cinque Stelle che amministra la capitale con la sindaca Virginia Raggi.

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