"Tu menti": in aula la furia di Corona contro il poliziotto

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Fu lui a raccogliere, nell'agosto scorso, la denuncia per l'esplosione di una bomba carta nei pressi della sua abitazione che poi si rivelo' un boomerang per Corona perche' da quell'episodio scaturi' l'inchiesta che ha portato al nuovo arresto a ottobre.

"In nome della legge, uno che la rappresenta la polizia non può venire a dire bugie" sono state le parole dell'ex re dei paparazzi all'indirizzo del commissario Luca Izzo, a capo della sezione reati contro il patrimonio della Mobile milanese.

In aula il difensore di Corona, l'avvocato Ivano Chiesa, ha insinuato errori nella stesura del verbale relativo all'episodio della bomba carta.

Secondo Izzo, Corona aveva raccontato che "il calciatore del Genoa Giuseppe Sculli lo aveva contattato qualche giorno prima e lui aveva manifestato preoccupazioni per il tipo di parentela che ha Sculli". E ancora, scattando sul banco degli imputati con la voce rotta da un mix di commozione e rabbia: "Non posso ascoltare un rappresentate della Polizia di Stato continuare a dire cose del genere". In particolare, Corona ha contestato a Izzo di aver detto di non ricordare di avergli mostrato un album con 30 fotografie per individuare l'autore della bomba. Fu proprio indagando su quel fatto (l'ex agente fotografico denunciò Sculli per tentata estorsione dicendo che prima gli aveva chiesto "50mila euro in contanti") e, in particolare, con le intercettazioni telefoniche che emerse la vicenda dei soldi nascosti nel controsoffitto (grazie a "due botole") della casa di Persi, che fu poi obiettivo di un blitz di "alcune persone" che probabilmente sapevano dei contati occultati.

Il legale dell'imputato, Ivano Chiesa, il pm Alessandra Dolci e il presidente del collegio Guido Salvini alla fine hanno convenuto di sospendere la testimonianza del teste e farlo uscire dall'aula per confrontarsi su come proseguire l'audizione. Corona, invece, è rimasto al suo posto continuando a commentare le risposte del teste. E lo ha fatto dopo che un agente della sezione criminalità organizzata ha spiegato che Giuseppe Sculli, calciatore e a detta di Corona il mandante della bomba carta messa sotto casa sua ad agosto (da qui è partita l'indagine), "non è mai stato sentito". La difesa ha molto insistito anche sul passaggio delle indagini dalla sezione reati contro il patrimonio a quella criminalità organizzata (e ai pm della Dda) e su una "informativa riservata da fonte anonima passata dalla sezione tutela donne della Polizia locale" alla polizia. Riferendosi, poi, alle testimonianze di alcuni poliziotti che hanno deposto giovedì, ha aggiunto: "Questa è la vergogna delle vergogne".

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