Palermo: clochard bruciato vivo. Caritas, "siamo sgomenti. Una brutalità"

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Palermo: clochard bruciato vivo. Caritas,

"Era un uomo perbene": così Jolanda, l'ex moglie di Marcello Cimino, descrive il clochard cosparso di benzina e bruciato vivo oggi a Palermo. Gli investigatori hanno cercato tracce di liquido infiammabile e di 'contenitori' utilizzati per il trasporto. I dati certi, infatti, parlano di un incendio sicuramente doloso (è stato ritrovato del liquido infiammabile) e di una telecamera che coglie un uomo che si avvicina al malcapitato. Il clochard, separato con due figlie, aveva deciso di mollare tutto e vivere in strada.

L'OMICIDIO IN UN VIDEO ESCLUSIVO DI REPUBBLICA TV - Sequenze agghiaccianti, riprese da una videocamera di sorveglianza, riprendono la morte dell'uomo bruciato vivo e per il quale non c'è stato nulla da fare.

"Solo un mostro può bruciare viva una persona". Portati lì fin dalla mattina presto dai senza fissa dimora che con Marcello Cimino dividevano quello spazio e il momento del pasto in mensa. L'uomo che glielo rovescia addosso, inzuppando il giaciglio. Il 45enne aveva scelto spontaneamente di andare da casa, circa un anno e mezzo fa, "perché aveva qualche vizio - racconta la moglie - e aveva preferito andare via per il bene della famiglia". Non da tutti quelli che vengono qui mi faccio dare un bacino. "Era buono d'animo ma aveva le sue disgrazie" ha concluso la donna. A raccontare di Marcello Cimino all'AdnKronos è Mimmo Scafidi, responsabile della Missione San Francesco dei frati minori Cappuccini di Palermo.

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