La Camorra e gli affari a Roma: sequestri al clan Moccia

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La Camorra e gli affari a Roma: sequestri al clan Moccia

"Le indagini patrimoniali non sono semplici - ha aggiunto De Iesu - ma oggi per fortuna abbiamo un impianto normativo adeguato, unico in Europa, di cui andiamo fieri e che dà ai proponenti la possibilità di avanzare richieste di sequestro e confisca dei beni patrimoniali".

Il decreto di sequestro, ai sensi della normativa antimafia, è stato emesso dal tribunale partenopeo - sezione Misure di prevenzione.

Attualmente Moccia risulta indagato in un procedimento penale presso il Tribunale di Roma per plurime ipotesi di delitto commesse a Roma e a Napoli negli anni 2012 e 2013. Il clan, con struttura piramidale che vede a capo dell'organizzazione la vedova Moccia, Anna Mazza, i suoi figli Angelo, Luigi, Antonio e il genero Filippo Iazzetta, è dedita soprattutto ad attività estorsive ai danni di imprese che ottengono appalti pubblici.

La Polizia di Stato sta eseguendo in queste ore un ingente sequestro di beni, tutti riconducibili alla famiglia camorristica dei Moccia. Luigi Moccia - hanno evidenziato gli inquirenti - è soggetto di allarmante pericolosità sociale, sia per l'efferatezza e solidità del clan di appartenenza, sia per il ruolo apicale rivestito nell'organigramma del sodalizio, svolto con continuità anche in costanza dei periodi di carcerazione subiti. Il 60enne effettuava fittizie intestazioni a soggetti terzi, al fine di dissimulare la provenienza delle somme utilizzate per effettuare gli investimenti in società laziali ed in un'attività alberghiera napoletana e di eludere le disposizioni in materia di prevenzione e che al fine di diversificare gli investimenti ed evitare indagini patrimoniali, intendeva spostare i propri interessi imprenditoriali su Roma. Per questo motivo, "togliere patrimonio alle organizzazioni criminali significa togliergli l'ossigeno".

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