Tangenti Nigeria, processo per l'ad Eni Descalzi

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Tangenti Nigeria, processo per l'ad Eni Descalzi

La procura di Milano, rappresentata dai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, ha chiesto il rinvio a giudizio per l'attuale amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, la stessa Eni e altre 10 persone nel procedimento sul presunto pagamento di tangenti in Nigeria. L'ipotesi di reato contestata, a vario titolo, è corruzione internazionale. Descalzi, "informato della richiesta di commissioni" (cioè di tangenti) "e ricevendo da Bisignani indicazioni" sulla trattativa, avrebbe "coordinato con il suo omologo Malcolm Brinded in Shell la posizione delle due società, incontrando con Scaroni il presidente nigeriano Jonathan per definire l'affare". Sarà un gup del Tribunale di Milano a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura nel corso di un'udienza preliminare ancora da fissare.

Eni ha avviato, in anticipo di 5 mesi rispetto al piano di sviluppo la produzione dell'East Hub Development Project, nel Blocco 15/06 del deep offshore angolano. Quello che già si sa è che Eni nel 2011 pagò, per ottenere Opl 245, la bella cifra di 1 miliardo e 92 milioni di dollari; e che neppure un cent restò nelle casse pubbliche del Paese africano, perché i soldi furono girati, dirottati e dispersi in una girandola di conti in giro per il mondo. "Tutto ciò è stato possibile grazie al supporto di Sonangol e al nuovo modello operativo di Eni", ha aggiunto.

"Attualmente non ci è stato notificato alcun provvedimento". "Teniamo a ribadire la correttezza dell'operazione relativa all'acquisizione della licenza del blocco OPL 245, conclusa senza l'intervento di alcun intermediario, da Eni e Shell con il Governo nigeriano".

"Si ricorda che la società, non appena è venuta a conoscenza dell'esistenza di una indagine avente ad oggetto la procedura di acquisizione del blocco Opl 245 - prosegue il portavoce - ha incaricato uno studio legale americano, di rinomata esperienza internazionale, del tutto indipendente, di condurre le più ampie verifiche sulla correttezza e la regolarità della predetta procedura". Il titolo, dopo aver ceduto quasi mezzo punto percentuale ieri, oggi sale dell'1,91% a 14,41 euro, sui massimi intraday fino ad ora, con oltre 10,5 milioni di azioni transitate sil mercato, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 16 milioni di pezzi.

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