Sparito De Cristofaro, killer del catamarano. E' irreperibile da ottobre in Portogallo

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Sparito De Cristofaro, killer del catamarano. E' irreperibile da ottobre in Portogallo

Da ottobre non si sa che fine abbia fatto. Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare in carcere in Portogallo; lì doveva scontare solo la condanna per aver falsificato il passaporto, ma poi sarebbe dovuto essere estradato in italia. Di Cristofaro e la Beyer aveva affittato il catamarano della skipper, ma il loro piano era quello di rubarlo e fuggire in Polinesia. Ma ciò non è avvenuto: scaduti i termini della custodia cautelare, Di Cristofaro è stato scarcerato e si è dato ancora una volta alla latitanza.

Non è la prima volta per Filippo De Cristofaro, lo spietato killer del catamarano protagonista di evasioni clamorose.

L'uomo, condannato nel 1988 in via definitiva alla pena dell'ergastolo per l'omicidio di Annarita Curina, era evaso nel 2014 dal carcere di Porto Azzurro, sull'isola d'Elba, dove stava scontando la pena detentiva e, dopo una capillare attività investigativa, attività di osservazione statica e dinamica tese all'individuazione del fuggitivo, intercettazioni telefoniche ed informatiche, era stato arrestato nel maggio 2016 in Portogallo, da cui l'Italia attendeva l'estradizione. Su di lui pendeva un "mandato di arresto europeo", emesso dopo l'evasione da Porto Azzurro, oltre al mandato della Corte d'appello di Ancona legato alla condanna all'ergastolo per l'omicidio della skipper. Subito, il Portogallo aveva chiesto chiarimenti perché nel paese non è prevista la reclusione a vita. Alla risposta della procura italiana, e cioé che spiegava che anche qui non si possono oltrepassare i 30 anni di reclusione, è seguito un lungo silenzio da parte delle autorità portoghesi. Un'incomprensione con le autorità italiane? Secondo la ricostruzione, Diana pugnalò, spinta dall'amante, Annarita mentre riposava sottocoperta.

De Cristofaro, oggi 63enne, dopo meno di cinque mesi dal suo ritrovamento si è visto aprire legalmente le porte del carcere di Lisbona. I tre furono poi rintracciati dalla polizia in Tunisia, mentre tentavano di fuggire dopo aver abbandonato la barca. La 17enne fu condannata dal Tribunale dei minori a sei anni e mezzo di carcere per concorso in omicidio: scontò 15 mesi perché ottenne la libertà condizionale e l'assegnazione a una comunità di Grosseto.

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