Istanbul, attentato in un club: almeno 35 morti

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Istanbul, attentato in un club: almeno 35 morti

L'attacco del primo gennaio a Istanbul è l'ultimo di una lunga serie di attacchi sanguinosi che hanno colpito la Turchia. Tre vittime di nazionalità turca sarebbero dipendenti del locale. Dei morti 24 erano stranieri.

Quanto all'atteggiamento del presidente turco Erdogan, l'arcivescovo di Smirne si limita a osservare che "ha sempre dimostrato attenzione nei confronti delle minoranze cristiane e ci ha indirizzato gli auguri per il Natale".

La caccia all'uomo è scattata immediatamente e in tutta la Turchia migliaia di agenti danno la caccia all'attentatore, che potrebbe aver agito con dei complici. Dopo il massacro si è cambiato e si poi dileguato nella notte facendo perdere le sue tracce. La Farnesina è in contatto con il governo turco ma per il momento non c'è notizia di turisti italiani rimasti uccisi in questo attentato. "Il terrorista - ha spiegato Sahin - ha sparato selvaggiamente e senza pietà contro persone inermi che stavano festeggiando il nuovo anno".

L'ipotesi finora è stata esclusa dalle autorità ma come riportano diversi media turchi, alcuni testimoni avrebbero riferito di altri attentatori presenti nel locale di Istanbul. L'attentatore è in fuga e la polizia lo sta cercando.

Una testimone, Sinem Uyanik, racconta che nel fuggi fuggi generale il marito le ha detto "Non ti preoccupare" e le si è sdraiato addosso, restando colpito in tre punti e ferito: "E' stato terribile, la gente fuggiva impazzita intorno a noi". Lo stesso Yildirim ha confermato che l'esecutore, prima di fuggire, ha lasciato la pistola con la quale ha compiuto la strage.

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