Grande distribuzione: ecco la classifica dei supermercati italiani

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Grande distribuzione: ecco la classifica dei supermercati italiani

Ma a sorprendere è il vero e proprio boom di crescita dei discount, con Lidl Italia ed Eurospin che hanno realizzato nell'ultimo quinquennio una crescita record delle vendite pari al 43% circa contro il +4,5% registrato nel periodo dall'aggregato dei maggiori operatori della Gdo italiana.

Lo rileva una ricerca di Mediobanca R&S, che ha esaminato otto tra i maggiori gruppi italiani della Gdo, operanti prevalentemente nella distribuzione alimentare al dettaglio che rappresentano circa il 50% del mercato. Gli operatori francesi sono arretrati molto dal 2011: Auchan-Sma perde il 19,6%, Carrefour il 9,3%.

Dietro al boom dei due operatori discount, si posiziona la catena dei supermercati fondati da Bernardo Caprotti che tra il 2011 e il 2015 ha visto il fatturato crescere dell'11,6%, seguito da Iper-Unes (+7%); le Coop sono rimaste stabili (+0,1%), in arretramento Pam che ha perso terreno (-4,9%).

Nel solo 2015 Lidl Italia (+9,6%) ed Eurospin (+6,7%) hanno confermato la propria leadership di crescita, precedendo Carrefour (+6,1%) ed Esselunga (+4,7%).

Esselunga è il gruppo più efficiente nel 2015 con 16mila euro di vendite per metro quadro, ma la sua redditività operativa (Roi al 16%) è inferiore a quella di Lidl Italia (23,7%) ed Eurospin Italia (20,6%).

I punti di forza di Eurospin consistono soprattutto nella velocità di riciclo del magazzino (19 giorni), nella rapidità di pagamento ai fornitori (70 giorni), nella bassa incidenza dei costi del personale (5,8% del fatturato), meno della metà della media degli altri operatori (13%).

Sei delle 11 società dell'aggregato Coop hanno chiuso il 2015 con una perdita operativa. La Coop Centro Italia è stata la più performante (margine industriale al 2,9% del fatturato).

Nel 2016 è stata costituita Coop Alleanza 3.0, fusione di tre precedenti cooperative, con ricavi stimati in 5 miliardi di euro.

Il portafoglio degli investimenti finanziari è pari a 10,8 miliardi, composto da titoli non immobilizzati per 7 miliardi (-4,9% sul 2014; di cui 3 miliardi in titoli di Stato e 2,6 miliardi in obbligazioni), partecipazioni per 2,2 miliardi e titoli immobilizzati per 1,6 miliardi.

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