Prodi annuncia il suo Sì

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Prodi annuncia il suo Sì

"La mia vicenda politica - ha sottolineato il fondatore dell'Ulivo - si e' identificata nel tentativo di dare a questo paese una democrazia finalmente efficiente e governante: questo e' il modello maggioritario e tendenzialmente bipolare che le forze riformiste hanno con me condiviso e sostenuto".

Romano Prodi e Arturo Parisi, l'"ideologo" del bipolarismo e dell'Ulivo si espongono per il Sì, spinti dalla paura che la vittoria del No possa riaprire la strada alla "palude" del proporzionale, al ritorno del Partito nella versione "decotta" dei post-comunisti. "E c'è chi ha poi strumentalizzato quella storia rivendicando a sé il disegno che aveva contrastato".

Ricordando le parole della madre - "nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone" -, Prodi ufficializza il sì, dopo aver spiegato il suo silenzio "in un dibattito che ha, fin dall'inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo".

Prodi, insomma, non ignora le contraddizioni e i punti deboli di una riforma che - aggiunge - non ha "la profondità e la chiarezza necessarie " e si augura inoltre che si arrivi in fretta a una riforma dell'Italicum. "Io rispettoProdi - ha proseguito - ma io non voglio succhiare l'osso, nonmi turo il naso e soprattutto non lascio il No alla destra". Magari il Premier poteva, in una materia delicata come questa, lasciare per un attimo la sua ansia decisionista e confrontarsi un po' di più con quanti, minoranza interna e intellettuali, in tempi non sospetti, ritenevano che alcuni passaggi della proposta di riforma dovevano essere meglio chiariti. "Certo, da tempo avevo deciso come votare, ma stamattina, correndo sotto i portici a Bologna, ho definitivamente maturato la convinzione che fosse giusto rendere pubblico il mio voto, anche se da diversi anni ormai non prendevo posizione su temi di politica italiana". "Fatemi dire grazie a Prodi che voterà sì pur non condividendo tutto ma riconoscendo che c'è un esigenza per paese". Tra l'altro, "quelli che fecero cadere Prodi sono tutti schierati per il No: Mastella e Dini nel 2008 e nel 1998 Bertinotti e uno del Pd, non faccio nomi", nota puntuto con riferimento a Massimo D'Alema. Il leader Pd rinvia al congresso e prende "l'impegno morale" a non politicizzare il voto assicurando che dal 5 dicembre "un'altra stagione si deve aprire". E ancora: "Vespa, se vince Grillo le darò un passaggio con il mio aereo e secondo me lo chiederà anche Renzi...speriamo sappia giocare a poker". Non si capisce quali, conseguenze sull'esterno, visto l'andamento odierno delle Borse, ma andiamo avanti.

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