Istat. Un italiano su quattro a rischio povertà, situazione critica al Sud

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Istat. Un italiano su quattro a rischio povertà, situazione critica al Sud

Oltre uno su quattro, il 28,7% delle persone residenti in Italia, nel 2015 è "a rischio di povertà o esclusione sociale".

A rischio povertà (cioè quanti ricadono nel 19,9%) sono coloro "che nel 2014 avevano un reddito familiare equivalente inferiore al 60% del reddito mediano", a partire da 9.508 euro annui per un nucleo con una sola persona adulta. "Si registra tuttavia - continua Coldiretti - una tendenza al miglioramento rispetto all'anno precedente in cui la percentuale era del 12,6%".

A fronte di una sostanziale stabilita' della quota di popolazione a rischio di poverta' o esclusione sociale, si rilevano segnali di peggioramento tra chi vive in famiglie con almeno cinque componenti (la stima passa dal 40,2% al 43,7%) e, in particolare, tra chi vive in coppia con almeno tre figli (da 39,4% a 48,3%, pari a circa 2.200.000 individui).

L'area più esposta al rischio è quella del Mezzogiorno dove i numeri stimano addirittura un incremento delle persone coinvolte al 46,4%.

Nel 2015 sono 17 milioni e mezzo di persone sulla soglia della miseria.

Dall'arretrato con il pagamento delle bollette, da rata di un mutuo o di un prestito, dal non potere riscaldare adeguatamente l'abitazione, nè poter sostenere spese impreviste di 800 euro, al non potersi permettere un pasto proteico almeno una volta ogni due giorni, fino al non potersi permettere neanche una settimana di vacanza l'anno fuori casa, o un televisore a colori, una lavatrice, un'automobile e un telefono. I livelli sono superiori alla media nazionale in tutte le regioni del Mezzogiorno, con valori piu' elevati in Sicilia (55,4%), Puglia (47,8%) e Campania (46,1%). Viceversa, i valori più contenuti si riscontrano nella provincia autonoma di Bolzano (13,7%), in Friuli-Venezia Giulia (14,5%) ed Emilia-Romagna (15,4%) (Prospetto 3). Quattro individui su dieci sono a rischio di poverta' in Sicilia, tre su dieci in Campania, Calabria, Puglia e Basilicata.

Senza addentrarci troppo nei dati relativi al reddito (cosa che pure meriterebbe un cenno) basti sapere che dal 2009 al 2014 in termini reali cala più per le famiglie appartenenti al 20% col reddito più povero ampliando la distanza dalle famiglie più ricche dove invece passa a quasi cinque volte quello delle più povere.

Allargando lo sguardo all'Europa, l'indice di Gini (una delle misure principali per valutare la disuguaglianza tra i redditi) in Italia risulta pari a 0,324, sempre con riferimento al 2014.

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