Campi Flegrei, segnali forti di risveglio del SuperVulcano

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Campi Flegrei, segnali forti di risveglio del SuperVulcano

Negli ultimi dieci anni i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno iniziato a evidenziare un sollevamento del cosiddetto "supervulcano" dei Campi Flegrei, un'enorme caldera di circa dodici chilometri sita a ovest di Napoli e formatasi decine di migliaia di anni fa, frutto di una delle eruzioni più imponenti nella recente storia geologica della Terra. Come spiegato in un paper pubblicato su Nature Communications, nella caldera situata nei pressi di Napoli si sta raggiungendo un livello critico di pressione, anche se questo non è comunque sufficiente a dire che un'eruzione avverrà in tempi brevi. Lo studio realizzato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con l'Università di Palermo, l'Università Roma Tre e l'Université de Savoie Mont Blanc a Chambery, in Francia.

"Vista la complessità dei processi vulcanici in atto, soltanto un'attenta analisi e interpretazione delle future variazioni dei segnali fisici e chimici monitorati sul vulcano e un'ulteriore intensificazione delle attività di ricerca, da realizzarsi attraverso nuove progettualità dedicate ai Campi Flegrei, potrebbero permettere di stabilire la possibile evoluzione futura dell'unrest vulcanico".

Il termine caldera si riferisce a quei vulcani la cui struttura è dominata da depressioni subcircolari dovute allo sprofondamento del terreno a seguito di grandi eruzioni.

"Raggiunte queste condizioni critiche, il magma rilascia notevoli quantità di acqua, in stato di vapore ad alta temperatura, che sono iniettate nelle rocce interposte fra il magma e la superficie".

I Campi Flegrei, un vulcano attivo nell'area napoletana, sono in uno stato di unrest da decenni e i bradisismi che si sono ripetuti nell'area dagli anni '50 dell'ultimo secolo ne sono la testimonianza più evidente. Secondo lo studio, il vulcano potrebbe - al moneto - essere vicino ad un punto di pressione critica. "Le rocce, riscaldate dalle grandi quantità di vapore, si indeboliscono, perdendo la loro resistenza meccanica, determinando un'accelerazione del risveglio vulcanico verso condizioni critiche", prosegue Chiodini. In questo periodo, sono stati rilevati segni di depressurizzazione del magma e, più recentemente, di riscaldamento.

Campi Flegrei, che è composto da oltre venti crateri, la maggior parte dei quali nascosti sotto al Mar Mediterraneo, dalla sua formazione ha avuto solo due grandi eruzioni, la più recente delle quali circa dodicimila anni fa.

L'ultima eruzione del sito è avvenuta nel 1538, quando è stato espulso abbastanza nuovo materiale per creare il Monte Nuovo. Uno studio del 2010, pubblicato sulla rivista Current Anthropology, ha suggerito che questo "sfogo preistorico" innescò un "inverno vulcanico" che portò alla scomparsa dei Neanderthal.

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