Bruxelles, ricostruzione con fondi Ue

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Bruxelles, ricostruzione con fondi Ue

Bruxelles. La Commissione europea ha annunciato la destinazione di 30 milioni di euro, da erogare entro 7 giorni, provenienti dal Fondo Ue di solidarietà per aiutare le popolazioni dell'Italia centrale colpite dai terremoti di agosto e di ottobre, proponendo di finanziare pienamente le operazioni di ricostruzione con l'utilizzo dei programmi dei fondi Strutturali. Lo ha detto il commissario europeo alle Politiche regionali Corina Cretu intervenendo ad un dibattito al Parlamento europeo. La somma sarà prelevata dal Fondo di solidarietà Ue, del quale il governo aveva chiesto l'intervento già il 16 novembre senza però renderlo noto pubblicamente tramite dichiarazioni ufficiali.

Contemporaneamente all'imminente erogazione della prima tranche di aiuti da 30 milioni, la Commissione sta valutando la richiesta dell'Italia, e una volta che le autorità italiane avranno concluso la valutazione dei danni causati dal Terremoto di ottobre proporrà un importo definitivo dell'aiuto per l'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio. "Bruxelles propone infatti di modificare il regolamento relativo alla politica di coesione per il periodo 2014-2020, introducendo la possibilità di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione, compreso il restauro del patrimonio culturale, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale", scrive Rainews. Un cambio delle regole che richiederà il via libera del Consiglio e del Parlamento europeo ma che vuole essere la dimostrazione della capacità dell'Europa di riconoscere l'emergenza. Nel quadro di questa misura eccezionale, le operazioni di ricostruzione potrebbero essere finanziate direttamente subito dopo una catastrofe. La Commissione sfrutta così tutto il margine di manovra disponibile. L'Italia avrà a disposizione anche 1,6 miliardi extra, che sono il risultato dell'adeguamento statistico della politica di coesione per tenere conto degli effetti della crisi. Bruxelles ha già annunciato che sarebbe favorevole ad impiegarne una parte per coprire i danni causati dai terremoti, oltre a finanziare progetti volti a far fronte alla sfida della migrazione, lottare contro la disoccupazione giovanile e creare crescita e lavoro.

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