Barzagli: "Ero un giocatore medio, ora sono da Juve"

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Contro il Chievo Andrea Barzagli si è lussato la spalla, un infortunio che lo potrebbe tenere lontano dai campi fino a gennaio, anche se in casa Juve coltivano ancora la speranza di averlo a disposizione per la Supercoppa di Doha del 23 dicembre.

"La prima cosa è l'umiltà, che non vuol dire non credere in se stessi: ma se non lo sei, parti già male". Ed è la parte più bella della mia vita sportiva. Come si diventa grandi per Barzagli? Al calcio ho dovuto sacrificare molto tempo, che avrei potuto trascorrere con la mia famiglia, e spero di poterlo recuperare in futuro, ma tutto quello che abbiamo lo dobbiamo al calcio. Ero un giocatore medio con una mentalità media, ora gioco nella Juventus. Quando arrivai alla Juve osservai i giocatori più rappresentativi.

" Quando vedi Buffon e Pirlo che non abbassano mai l'intensità, ti adegui". Arrivato a Torino in sordina, pagato poco più di 300.000 euro, si è conquistato il posto da titolare ed il rispetto di tutti a suon di grandissime prestazioni. Il mondo Juve è questo.

Palermo, Wolfsburg, il titolo di campione del mondo, la consacrazione alla Juventus: tappe di una carriera superlativa in cui Barzagli individua principalmente una chiave. Prima, quando affrontavo le grandi, le davo per perse. Filix Magath, l'allora allenatore dei tedeschi, fu fondamentale per il mio cambiamento.

Il completamento del suo percorso professionale è poi arrivato alla Juve, grazie alla mentalità vincente dei bianconeri: "Dopo il primo campionato vinto con la Juve, ricordo che ero in vacanza, e non riuscivo a pensare ad altro: 'Dobbiamo vincere il secondo scudetto di fila'". Il calcio era di grande importanza per me ma non lo vivevo come una cosa primaria. Il calcio mi ha dato tutto. Il calcio lo è sempre stato, lo è di più oggi che da ragazzo. Certo, ho perso tempo, con i miei figli e con mia moglie, e sono loro che hanno fatto i sacrifici, per stare con me. Anche i grandi talenti, alla fine, devono essere i primi che lavorano per far vedere ai compagni che non si tirano mai indietro. Passano gli anni ma Andrea Barzagli resta un calciatore quasi imprescindibile per Massimiliano Allegri. "Il mio ruolo? Allegri è stato mio compagno di squadra alla Pistoiese per 6 mesi, adesso si prende il merito di aver consigliato a Pillon il mio cambio di ruolo da centrocampista a difensore". "Era acciughino? Sì, davvero". Allegri dice sempre di aver detto lui, a Pillon, di spostarmi dietro. "Mi dice sempre di essere stato lui a consigliarlo".

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