Banche, "subito un decreto per Mps"

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Banche,

I 15 miliardi di euro di fondi da disporre in bilancio (non per la sola Mps ma potenzialmente anche per gli altri istituti in crisi, più garanzie sulla liquidità) proprio perché aumentano il debito e il deficit, seppure questo per un solo anno 'una tantum', devono essere approvati dal Parlamento con maggioranza assoluta. Così come è da vedere se con l'intervento si riuscirà a evitare la risoluzione dell'istituto senese.

La conclamata "salute" del sistema bancario italiano aveva dell'inverosimile, e dell'eccezionale. In termini generali non si tratta di una grande somma considerando il pil italiano (è meno dell'1%).

Pronti 20 miliardi di euro per salvare, se necessario, i risparmiatori delle banche in difficoltà. Ora sappiamo che più che un miracolo era polvere messa sotto al tappeto.

Nell'ambito delle varie condizioni previste, c'è tra l'altro il fatto che "non siano state adottate misure di riduzione ovvero di conversione ('write-down o 'burden sharing') ai sensi del D.lgs". Lo Stato ha messo sul piatto 20 miliardi di euro per far fronte alle necessità e "puntellare" un sistema bancario che il ministro ha definito "solido e sano nel complesso" anche se con "qualche criticità ben note". Non corrono rischi se il salvataggio privato andrà in porto. Questa soluzione tempestiva del Mef consente al Monte, risolto il problema pressante della liquidità, di sforare la scadenza del 31 dicembre, entro la quale l'operazione di mercato avrebbe dovuto portare a casa l'aumento di capitale da 5 miliardi (con conversione volontaria dei prestiti subordinati e sottoscrizione di azioni sul mercato) e cessione dei NPLs con prestito-ponte in vista della cartolarizzazione programmata a inizio 2017.

Una costruzione complessa e molto simile a un nuovo castello di carte. Un intervento dello Stato nella questione, come previsto anche dalla normativa europea, non sarebbe per niente salutare per i piccoli risparmiatori del Monte dei Paschi che potrebbero vedere le loro obbligazioni convertite a forza in azioni, salvo poi ottenere risarcimenti e compensazioni sulla falsariga di quanto già avvenuto con Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife. E' gia' in programma per venerdi' mattina l'ordinario Cdm settimanale ma sembra escluso, al momento, che si voglia aspettare questa riunione, a mercati aperti, per varare l'intervento di Stato. Si poteva fare meglio? La seconda notizia, persino più importante, è che Atlante prefigura un'operazione sui non performing loans senza il finanziamento ponte erogato da Jp Morgan (il senior bridge financing di cui si parla nel comunicato di Quaesto).

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