Rocco Schiavone, replica del 16 novembre: terzo episodio "Castore e Polluce"

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Rocco Schiavone, replica del 16 novembre: terzo episodio

Rocco Schiavone torna in onda con la terza puntata in programma per la prima serata di mercoledì 16 novembre 2016 su Rai Due.

Dopo il doppio ed eccezionale appuntamento con la serie andato in onda la scorsa settimana vi sveliamo alcune anticipazioni che vedremo nel terzo episodio della fiction. Schiavone, interpretato dall'attore Marco Giallini, è un poliziotto romanzo che lavora ad Aosta inventato dallo scrittore Antonio Manzini. La sinossi ufficiale rilasciata dalla Rai rivela che mentre Rocco Schiavone è impegnato nelle indagini su un furgone con la targa rubata che ha avuto un incidente mortale, viene rapita la figlia di Pietro Berguet, un noto costruttore locale.

Luca Casarini (Sel) ha colto l'occasione delle polemiche scatenate dalla fiction per sollevare la questione della legalizzazione della cannabis dichiarando: "Il problema non è se i poliziotti si fanno o no le canne, ma che in Italia non si riesca ancora ad approvare la legge sulla legalizzazione della cannabis". Per questa ragione ha presentato un'interrogazione parlamentare, sottoscritta da Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello di Identità e Azione (IDeA), in cui chiede che la serie tv non venga più trasmessa.

Oggetto del contendere sarebbe la corretta rappresentazione della figura del poliziotto: Schiavone è infatti ben poco inclina al politicamente corretto e assume atteggiamenti ribellistici, spesso in contrasto con la burocrazia giudiziaria, e forse è addirittura apertamente di sinistra.

Il vicequestore Schiavone fa quello che fa un italiano comune di fronte alle vicende della vita, mostrando un coraggio e un senso della giustizia condivisibile da molti, lasciando i moralismi agli uomini di potere e a quei politici che continuano a credere che nessuno sappia delle loro porcherie. Poi, quando la madre di Aldrovandi ha mostrato la foto del viso del figlio in un lago di sangue, ha sostenuto che non si trattava di sangue ma di un "cuscino rosso".

È evidente, almeno si spera, come chiedere la sospensione di un prodotto artistico sulla base dei contenuti e delle abitudini di un personaggio di fantasia sia assurdo. Anche se troppe volte è solo, senza un valido contorno.

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