Renzi: "Cosa succede se vince il no? Lo scopriremo solo vivendo"

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Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi presentando i risultati dell'esecutivo in occasione del "tagliando" dei Mille giorni di governo. La conferenza stampa è corredata dalle immancabili slide mentre alle spalle del premier c'è la bandiera italiana e c'è quella europea che riappare dopo le polemiche per la scomparsa durante una diretta web nello studio di Renzi. Al centro della conferenza, naturalmente, il referendum. Con il premier che sembra iniziare a pensare a una via di fuga in caso di sconfitta: "Se vince il 'No' cosa accadrà al governo lo scopriremo solo vivendo.Seriamente io penso che questo referendum possa segnare davvero il cambiamento, questo governo è nato per cambiare e fare le riforme. Ove i cittadini bocciassero le riforme, verificheremo la situazione politica", ha spiegato. Inoltre 'è diminuito il rapporto deficit pil' e migliorano gli altri indicatori economici, dal debito che scende ai consumi che salgono. Abbiamo fame, voglia di futuro, voglia di crescere. Il governo non risolve le questioni di una singola banca ma si occupa di difendere i correntisti, cosa che abbiamo fatto e per cui confermo l'impegno.

Gli italiani probabilmente hanno capito che con tutta probabilità il 5 dicembre non ci sarà nessuna apocalisse, nessun diluvio universale neanche da noi, e che i loro 80 euro sono al sicuro.

"Credo che sia fisiologico che davanti ad una possibile novità politica ci sia una fibrillazione maggiore dei mercati", ha detto in riferimento agli allarmi di Bankitalia sull'attesa del referendum che potrebbe preoccupare gli investitori. Specificando che la partita si giocherà sugli indecisi.

L'ultima domanda riguarda il calo di popolarità del governo.

Con questi auspici fra due settimane si andrà alle urne con un paese ancora una volta spaccato, di nuovo costretto a scegliere non nel merito dei contenuti di una Riforma che andrebbe capita nella sostanza per riuscire a scegliere con lucidità e serenità, ma piegata a doversi esprimere sull'operato personale di un leader e di un governo tra i più attivi e spregiudicati sul piano mediatico che l'Italia repubblicana abbia mai conosciuto. I No sono in vantaggio, 41% contro il 34%.

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