Referendum Costituzionale: Romano Prodi vota Sì

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Referendum Costituzionale: Romano Prodi vota Sì

Non mancano le critiche alle riforme proposte dal governo Renzi, ma in sostanza il fondatore dell'Ulivo ha sentito il dovere di spiegare i motivi che lo hanno portato alla decisione di votare sì al Referendum.

"Prodi si è convinto a succhiare l'osso, sono scelte personali, e trattandosi di Costituzione, non mi sembra un Sì entusiasta, comunque lo rispetto, ma io non succhio l'osso e neppure il bastone, non mi turo il naso e soprattutto non lascio il no alla destra". Sono ormai molti anni che non prendo posizione su temi riguardanti in modo specifico la politica italiana e, ancora meno, l'ho fatto negli ultimi tempi.

"Secondo me - ha continuato Salvini - Renzi fa saltare il tavolo comunque, sia che vinca il Si sia che vinca il No, con buona pace del Financial Times e dei mercati".

Questo il primo commento di Pier Luigi Bersani alla nota con cui Romano Prodi annuncia il suo voto per il Sì al referendum Costituzionale.

"Quanto al contenuto della riforma voglio solo ricordare che la mia storia personale e' stata tutta nel superamento delle vecchie decisioni che volevano sussistere nonostante i cambiamenti epocali in corso". Questo era l'Ulivo".E poi: "La mia vicenda politica - ha sottolineato il fondatore dell'Ulivo - si è identificata nel tentativo di dare a questo paese una democrazia finalmente efficiente e governante: questo è il modello maggioritario e tendenzialmente bipolare che le forze riformiste hanno con me condiviso e sostenuto. "Questa scelta", prosegue, "mi ha di conseguenza coerentemente tenuto lontano dal prendere posizione in un dibattito che ha, fin dall'inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo".

Il confronto sul referendum, legato alle sorti del governo, è "diventato una rissa sulla stabilità, inutilmente messa in gioco da un'improvvida sfida" e questo, continua la nota, "si trasformerà in un periodo (speriamo non troppo lungo) di inutile e dannosa turbolenza". C'è chi ha voluto ignorare e persino negare quella storia - conclude - come se le cose cominciassero sempre da capo, con una leadership esclusiva, solitaria ed escludente.

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