Freddie Mercury, 25 anni fa moriva la voce dei Queen

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Freddie Mercury, 25 anni fa moriva la voce dei Queen

Un artista unico nel suo genere, dotato di un grande carisma e di una presenza scenica teatrale e seducente, un personaggio che ha fatto la storia della musica internazionale e di cui si sente la terribilmente la mancanza in tempi così grami di talenti e di pop campionato e senza identità. La sua fortuna fu il trasferimento in Inghilterra a 18 anni a seguito della rivoluzione che investì il paese africano. Sebbene non siano usciti altri album dopo la scomparsa di Freddie Mercury (ad eccezione di un greatest hits con una versione rivisitata di 'We will rock you') pezzi indimenticabili come 'Bohemian Rapsody' e 'Don't Stop me now' sono diventati un cult a cui nessun giovane che si approccia alla musica può rinunciare.

Una voce che è stata oggetto di studio da parte di un team di ricercatori universitari e che ha stabilito non solo che la sua estensione vocale sfiorava le quattro ottave, ma soprattutto che la sua voce era così eccezionale, perché utilizzava la tecnica delle subarmoniche, tipica dei cantanti etnici come i Tuvan della Mongolia o i Tenores della Barbagia. Aveva una collezione di cravatte ma non le indossava mai. In occasione dell'evento è uscito il 22 novembre "Somebody to Love: The Life, Death and Legacy of Freddie Mercury", il libro di Matt Richards e Mark Langthorne che racconta la vita, la morte e la leggenda del mitico frontman dei Queen. Freddie Mercury era malato da tempo, aveva contratto il virus dell'HIV e l'AIDS e l'aveva annunciato al mondo qualche tempo prima di morire. Una donna che li seguiva nei concerti inglesi, e che anche dopo la morte del figlio ha continuato a seguire da vicino tutto ciò che avesse a che fare con Mercury, compresa la scelta dei cantanti che ne avrebbero preso il posto negli anni, come Paul Rodgers (suo idolo giovanile) e Adam Lambert.

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