Vecchie cartelle Equitalia Cambia la rottamazione

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Vecchie cartelle Equitalia Cambia la rottamazione

Ma questa è una bufala bella e buona, visto che il presunto intervento certo non toccherebbe ciò che spetta a INPS, Agenzia delle Entrate, Comuni e Regioni vari, dato che, se a qualcuno venisse lontanamente in mente di intervenire in tal senso, come abbiamo detto, scatterebbe la bastonata di Bruxelles. Ma alla fine, dalla rottamazione delle cartelle di Equitalia, una delle misure che potrebbero entrare nella prossima legge di Stabilità, l'incasso finale potrebbe essere solo di un miliardo di euro.

In pratica una somma pari a circa la metà del debito pubblico italiano. Ma anche qui occorre fare altri scorpori: 34 miliardi di questi non sono "lavorabili" da Equitalia perché inferiori ai limiti legali per le azioni cautelari ed esecutive.

Pertanto, alla fine dei giochi, al netto di altri 25 miliardi di euro di rate per riscossioni dilazionate e di 81 miliardi di riscosso, le cartelle Equitalia ammontano a 85 miliardi di euro.

La Commissione - si legge sul portale di informazione giuridica studiocataldi.it - pur respingendo i motivi di ricorso del contribuente, in quanto le imposte erano effettivamente dovute nella misura individuata dall'ufficio, ritiene che l'aggio non debba essere conteggiato. In realtà le nuove norme messe a punto dal vice ministro dell'Economia Enrico Zanetti, sono diverse dal quelle che entrarono nei condoni del governo Berlusconi. Per azzerarli, tuttavia, sarà necessario pagare tutti i tributi (o i contributi) iscritti a ruolo, maggiorati dei soli interessi legali. In linea di massima la rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia dovrebbe prevedere da un lato l'obbligo di pagamento entro il 2017 in un'unica soluzione oppure in massimo tre rate, e dall'altro la cancellazione delle sanzioni e degli interessi sostituiti da un aggio forfettario calcolato nella misura del 3% dell'importo da pagare. Le altre due rate potranno essere saldate dopo 12 e 24 mesi dal pagamento della prima. Inoltre, l'ultima sentenza ha stabilito che si deve parlare di aiuto di Stato, in quanto viene favorita una impresa italiana indipendentemente dal servizio reso. In questo caso, la definizione sarà effettuata sul debito residuo. Il saldo del debito con l'agente della riscossione, potrà avvenire anche mediante eventuali crediti fiscali pendenti da parte del contribuente.

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