Sommerso ed attività illegali, motore dell'economia italiana

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Sommerso ed attività illegali, motore dell'economia italiana

Solo i traffici di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione e il contrabbando di tabacco pesano 17 miliardi.

Nel dettaglio, l'Istat suddivide la cifra del sommerso in 194,4 miliardi di euro (il 12% del Pil) generati dalla sola economia sommersa; 17 miliardi di euro, l'1% del Pil, quelli connessi alle attività illegali. "L'economia sommersa da lavoro irregolare è salita da 72,299 mld del 2013 a 77,215 mld del 2014, con un rialzo record del 6,79%", evidenzia Massimiliano Dona, segretario di Unione Nazionale Consumatori. In un anno l'incremento è quindi stato di quasi 5 miliardi. Il 36,5%, invece, è attribuibile all'impiego di lavoro irregolare (34,7% nel 2013), per l'8,6% a fitti in nero, mance e integrazione domanda-offerta e per l'8% alle attività illegali. L'Istat spiega che l'incidenza sul valore aggiunto dei flussi generati dall'economia sommersa è particolarmente elevata nei settori delle altre attività dei servizi (33,6% nel 2014), del Commercio, trasporti, attività di alloggio e ristorazione (25,9%) e delle Costruzioni (23,5%).

3,6 mln i posti di lavoro irregolari - Nel 2014 le "unità di lavoro irregolari", sono 3 milioni 667 mila, in prevalenza dipendenti (2 milioni 595 mila), in significativo aumento sull'anno precedente (rispettivamente +180 mila e +157 mila). Rispetto al complesso del mondo del lavoro il tasso di irregolarità è del 15,7% (+0,7 punti percentuali rispetto al 2013). Il tasso di irregolarità dell'occupazione risulta particolarmente elevato nel settore dei "Servizi alla persona" (47,4% nel 2014, 2,4 punti percentuali in più del 2013), seguito a grande distanza da agricoltura (17,5%), commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (16,5%) e le costruzioni (15,9%).

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