Renzi al Pecci poi iniziativa referendum

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Renzi al Pecci poi iniziativa referendum

In mattinata, alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e del sindaco di Firenze, Dario Nardella, verrà inaugurata la nuova sede della Scuola marescialli e brigadieri dei Carabinieri con intitolazione della caserma al Maresciallo Maggiore M.O.V.M. "alla memoria" Felice Maritano. A raffica. Il premier Matteo Renzi al Metastasio nella veste di segretario nazionale Pd, davanti a una platea di almeno 800 persone se non di più - fuori una mini contestazione tra esponenti del no aeroporto e insegnanti insoddisfatte - ha giocato in casa incassando il risultato: tanti applausi, qualche risata e partecipazione. Ora ci sono i quesiti con i cinque temi fondamentali della riforma, chiari e Brunetta (capogruppo Forza Italia alla Camera ndr) dice che è un inganno, rispondiamo "no è una legge" ma evidentemente non ha ancora capito la differenza tra legge e inganno.

"I soldi delle Olimpiadi li puoi mettere nelle periferie di Roma se le fai, se no quei soldi vanno nelle periferie di Parigi e Los Angeles. Se può dare una mano non la fa mancare".

E sempre sul tema del lavoro Renzi non ha risparmiato critiche al sindaco di Roma Virginia Raggi: "Mi piange il cuore se penso a tutti i posti di lavoro che si perderanno rifiutando di fare le Olimpiadi nella capitale". La circostanza è stata confermata dal questore di Prato Paolo Rossi che ha spiegato come nella notte, uomini della polizia pratese assieme a quelli della pattuglia presidenziale, hanno rimosso una parte della scritta nella loro operazione di bonifica.

"Questo -ha concluso Renzi -è un referendum sul futuro dei nostri figli".

"Non credo sia il momento di utilizzare le difficoltà dei nostri sindaci per sparare addosso a qualcuno. Prima dei partiti c'è l'Italia".

"Dire che non si fanno le Olimpiadi perché non è possibile sconfiggere la corruzione - ha scandito il premier - è una totale ammissione di incapacità". Lo ha detto il premier Matteo Renzi oggi a Prato.

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