Referendum, Boschi: "Non è bacchetta magica ma migliora il futuro"

Share

Referendum, Boschi:

Dalla Boschi non sono mancate critiche ai sostenitori del 'No'.

"Si voterà nel 2018 quindi questo è un voto a una riforma che cambierà il Paese, non un voto a favore del Governo o del Partito Democratico".

Pasquale Manganiello - Stamane, presso il Carcere Borbonico di Avellino, il Ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, ha fatto tappa nel capoluogo irpino per il suo tour per il sì al prossimo Referendum Costituzionale. "Non siamo una minaccia per la democrazia - dice - vogliamo che si voti per cambiare le cose". "Tutte le riforme sono migliorabili, anche questa lo è - ha concluso Maria Elena Boschi - ma bisognava cominciare, non era più possibile rimanere fermi". "Questa è la volta in cui siamo chiamati a esprimerci in una riforma che non è perfetta ma pone un passo in avanti e dobbiamo essere consapevoli dell'opportunità che si perde dicendo 'no' a referendum". "Se voti 'No' al referendum lasci le cose come stanno, se voti 'Si", dai una possibilita' al cambiamento. "L'obiettivo delle modifiche della Carta Costituzionale proposte è "avere strumenti per rispondere alle esigenze dei cittadini in modo più rapido e semplice", dice e cita l'esempio della parte essenziale della riforma che riguarda i rapporti Stato-Regioni, in cui oggi c'è una confusione di competenze e spesso elementi di sovrapposizione per cui a decidere è la Corte Costituzionale e le attività si bloccano a scapito dei cittadini". L'elettore dovrà confermare di voler superare il bicameralismo perfetto, l'abolizione del Cnel, l'introduzione del Senato delle Autonomie. "Non si vota per aumentare i poteri del governo o del presidente del Consiglio" - ha detto la Boschi che poi ha aggiunto: "Il voto sul referendum costituzionale "non è quello sul Governo e non è un voto per il congresso del Pd. Credo che sia evidente come, non dovendo difendere il posto in Parlamento, gli elettori siano più liberi e più saggi dei loro rappresentanti". Sulla legge elettorale "si può discutere", sull'Italicum "da parte nostra c'è la volontà di ascoltare".

Nel merito dei contenuti della riforma entra il docente di Diritto Pubblico Alessandro Sterpa. Al cammino percorso dalla riforma accenna anche il dirigente dei Giovani Democratici irpini Bernardino Zoina: "Con circa 3000 votazioni e più di 100 emendamenti è il frutto di un vero confronto".

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.