Il "caso Roma" zavorra il M5S, il Pd avanza nei sondaggi

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Roma, 9 set (Prima Pagina News) "No" alle dimissioni di Virginia Raggi da sindaco di Roma.

La rilevazione effettuata da Swg per il quotidiano "Il Messaggero" dice che se si votasse oggi il M5s avrebbe il 25,1%, rispetto al 31% del Pd. Intanto il Pd torna a risalire, anche se poco, e qualche piccolo passo in avanti lo fanno anche Forza Italia e Lega Nord. Dal novembre del 2014, ricorda infatti il leader del M5s, "Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia operano come riferimento più ampio del M5S sul territorio e in Parlamento e si confrontano regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l'aiuto di tutti, il futuro del Movimento 5 Stelle".Dal luglio 2015, si legge ancora sul blog, "Manlio Di Stefano, Nunzia Catalfo, Davide Bono, David Borrelli, Alfonso Bonafede, Paola Taverna, Max Bugani, Marco Piazza, Nicola Morra e Danilo Toninelli operano come responsabili delle funzioni di Rousseau, il sistema operativo del MoVimento 5 Stelle". Accanto alla Raggi c'è pure la Appendino a Torino, considerata da tanti bravissima. Anche in questo caso il beneficio per il Pd è quasi irrisorio: +0,3%. Per verificare seriamente se la crisi abbia prodotto una tendenza negativa stabile dovremo aspettare almeno 2 o 3 mesi.

Comunque resta alta la percentuale degli indecisi: il 42,5% degli interpellati per il sondaggio, che si è svolto tra il 5 e il 7 settembre, non ha risposto. "E addirittura, sempre lo stesso giorno il M5s a livello nazionale cresce dello 0,5%, attestandosi a quota 27,5%". Secondo il sondaggio di Repubblica, quindi, le problematiche romane favorirebbero un innalzamento dei consensi sia per quanto riguarda l'Esecutivo che per quanto riguarda la reputazione politica del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ixè parla di un calo del 0,9% del Movimento 5 Stelle (che scende al 29,4%), mentre cresce leggermente il Partito Democratico che arriva al 32,9%. Il 65% dei romani ritiene che dovrebbe restare al suo posto, percentuale che sale fino all'88% tra gli elettori M5S. Una lotta senza esclusione di colpi che riporta in auge un problema atavico del Movimento, che nemmeno Casaleggio ha mai dato mostra di saper risolvere: l'identità politica di fondo del soggetto politico creato da Beppe Grillo, mai del tutto chiarita e da sempre postposta alla lotta senza quartiere alle immoralità ed illegalità della politica. Infine, secondo il 46% degli italiani il problema della Raggi è dovuto all'accanimento dei poteri forti, mentre per il 44% è dovuto alla sua incapacità di amministrare.

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