Giordania: ucciso lo scrittore Nahed Hattar, pubblicò vignetta "blasfema"

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Giordania: ucciso lo scrittore Nahed Hattar, pubblicò vignetta

Lo scrittore si era visto attaccare in quanto "cristiano" e allo stesso tempo "secolarista". "Non volevo offendere i musulmani", aveva spiegato, ma solo raffigurare come l'IS vede Dio e il Paradiso.

I toni non si erano calmati. Il portavoce del governo, Mohamed Momani, ha assicurato che l'autore di questo "crimine orribile" sarà castigato in modo duro e ha lanciato un avvertimento contro lo "sfruttamento di questo crimine per diffondere la retorica di odio", che è "estranea alla società giordana".

Intanto, sulla vicenda si era attivata l'autorità giudiziaria.

Hattar è stato accusato di vilipendio della religione e di seminare tensioni settarie, dal momento che quel disegno era "un insulto all'entità divina, all'Islam e ai simboli religiosi". Interrogato, era dapprima stato trattenuto in detenzione preventiva, poi rinviato a giudizio.

Il giornalista giorndano era un figura molto controversa nel suo Paese, sostenitore convinto del presidente siriano, Bashar al Assad, che considerava un baluardo contro il dilagare dell'Islam fondamentalista. Inoltre, Hattar era pubblicamente a favore del ritiro dei diritti civili e legali ai giordani di origini palestinesi.

Collochiamo l'omicidio del giornalista giordano Nahid Hattar, ucciso ieri ad Amman, mentre si recava in tribunale per rispondere dell'accusa di blasfemia, nella scia di caduti per la libertà di espressione, dall'olandese Theo Van Gogh, dodici anni fa, alla strage della redazione di Charlie Hebdo a Parigi. Retromarcia che rende l'idea del clima che si era creato attorno alla vicenda. Secondo la traduzione in inglese di Anwar el-Iraqi, l'analista per gli affari arabi del Clarion Project, nella vignetta intitolata 'In Paradiso...' Hattar per ragioni di satira modifica la parola 'Subnallah', cioè 'Gloria ad Allah' in 'Subhanekh' cioè 'Sua Beatitudine', una formula che può suonare blasfema.

Forse, ad armare la mano dell'assassino è stata proprio la convinzione che la legge degli uomini alla fine non avrebbe punito Nahed Hattar come, dal suo punto di vista, meritava.

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