Filippine, il presidente Duterte: "Obama figlio di p…"

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Filippine, il presidente Duterte:

New York. Fegato e coraggio non mancano affatto a Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine; che, alla vigilia del vertice dei paesi dell'Asean, in Laos, ha attaccato ed insultato Barack Obama definendolo - nella propria lingua - "figlio di put...". Motivo: quest'ultimo lo ha insultato.Duterte, parlando con un reporter, ha definito Obama un "figlio di puttana" aggiungendo che nel colloquio (poi annullato) avrebbe rivolto altri insulti al presidente. E ha sottolineato di essere il leader di un Paese sovrano e di dover rispondere solo al popolo filippino. La smetta di fare domande e dichiarazioni.

"Ci rotoleremo nel fango come maiali se mi farai una cosa del genere", ha aggiunto.

Insomma, un leader senza freni che sta mettendo in difficoltà soprattutto Washington, preoccupata dal perdere un partner prezioso in una delle aree geopolitiche più delicate del pianeta: quel sudest asiatico dove gli Stati Uniti stanno cercando in tutti i modi di serrare le fila degli alleati per contrastare la spinta espansionistica della Cina. "E' un ragazzo pittoresco", ha detto ironico. "Quello che ho spiegato al mio team sul da farsi è di parlare con la loro controparte filippina per appurare se questo è un momento in cui si possano avere conversazioni costruttive e produttive".

Duterte era già stato costretto a chiedere scusa per i suoi commenti offensivi in passato, ma questa è la prima volta che ha dovuto confrontarsi con la realtà del suo comportamento "stravagante" sulla scena internazionale.

Gli specialisti ritengono che la manovra di Duterte potrebbe di fatto offrirgli la possibilità di continuare e ampliare la guerra totale intrapresa contro la criminalità, in particolare contro i narcotrafficanti. Lui, dal canto suo, rivendica tutto. "Se gli americani non si impegnano nei rapporti e imparano, perderanno opportunità e resteranno indietro", ha detto.

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