Zampetti (Legambiente): bene Sardegna, Puglia e Veneto; problemi in Calabria

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Zampetti (Legambiente): bene Sardegna, Puglia e Veneto; problemi in Calabria

Roma - Ogni 54 chilometri di coste italiane c'è un punto inquinato. Più della metà sono in prossimità di spiagge e stabilimenti e quindi frequentati da bagnanti. Sono i risultati conclusivi di Goletta Verde 2016, la campagna estiva di Legambiente realizzata grazie al sostegno del Consorzio obbligatorio degli oli usati (Coou) e dei partner tecnici Nau e Novamont.

Nel fare un bilancio del monitoraggio di Goletta Verde, è importante si specifica in una nota che "le differenti condizioni meteorologiche riscontrate al momento dei prelievi, la variabilità del numero di presenze nelle località costiere e le caratteristiche morfologiche che variano da regione a regione, non consentono di stilare una classifica nazionale".

Si distinguono positivamente la Sardegna e la Puglia, con poche criticità riscontrate solo in corrispondenza di foci di corsi d'acqua o canali. Buona anche la performance della Puglia, in cui si è registrato un miglioramento rispetto allo scorso anno. La zona dell'alto Adriatico migliore è stata registrata in Veneto. Maglia nera per Marche, Abruzzo e Calabria, ma problemi anche in Sicilia e in Campania. "Oltre i costi ambientali - commenta Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente - ci sono quelli economici a carico della collettività: a partire dal 2016, il nostro Paese dovrà pagare 480 milioni di euro all'anno, fino al completamento degli interventi di adeguamento". I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta. Su 265 punti rdi rilevazione, 137 sono risultati inquinati (con valori oltre i limiti di legge) o fortemente inquinati (con valori piu' del doppio di quelli di legge). Altre regioni che registrano molti punti inquinati sono le Marche e l'Abruzzo, questo trend negativo probabilmente è dovuto dall'elevata presenza di corsi d'acqua e canali che sfociano direttamente nel mare provocando dei danni. Mirco Mancin, vicesindaco di Porto Tolle, replica ai risultati della campagna di monitoraggio delle acque pubblicati nella giornata di giovedì 11 agosto da Legambiente, sulla base dei campionamenti eseguiti con la ormai storica campagna "Goletta verde". Scarichi non depurati peggiori nemici del turismo. Spesso, però, sono frequentati dai bagnanti perché mancano i cartelli di divieto di balneazione, a cui dovrebbero provvedere i Comuni: assenti nel 74% dei punti visitati dai tecnici di Goletta Verde. Infine, non è più tollerabile l'assenza di cartelli di divieto di balneazione nelle aree dove non si può fare il bagno e i cartelli informativi sulla qualità delle acque. Nel Lazio sono sei i punti dove il mare è da troppi anni inquinato, il 12% del totale nazionale, tutte foci: la foce del Fosso Grande di Ardea, del Tevere a Roma, del Marta a Tarquina, del Rio Torto a Pomezia, del Chiarone a Montalto di Castro e del Loricina in mezzo alle spiagge di Nettuno. "L'accesso all'informazione e' un diritto di cittadini e turisti e un dovere per le autorita' competenti e per tutti i comuni costieri, cosi come previsto dalla normativa sulla balneazione". Cotton fioc, assorbenti, blister, addirittura deodoranti da wc che sono stati ritrovati nei pressi dei punti di campionamento nel 18% dei casi. Lo documenta il rapporto 2016 della Goletta Verde di Legambiente.

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