Pensione di reversibilità: incostituzionale la norma "anti-badanti"

Share

Pensione di reversibilità: incostituzionale la norma

Il provvedimento legislativo, varato cinque anni fa, prevedeva un taglio all'ammontare della pensione di reversibilità quando il coniuge scomparso aveva contratto matrimonio a un'età superiore ai settant'anni e il coniuge superstite era più giovane di almeno vent'anni. La Corte, richiamandosi alla propria giurisprudenza, ha però decretato insensato una limitazione del trattamento previdenziale connessa all'età avanzata del coniuge e della differenza di età tra i due sposi ed in più ha ribadito come ogni limitazione del diritto alla pensione deve rispettare certi principi basati su uguaglianza, ragionevolezza e solidarietà che si stabilisce nella famiglia, spesso alla base del trattamento previdenziale in esame, e non deve in alcun modo disturbare con la scelta di vita del singolo soggetto nella sua espressione di libertà fondamentale.

Con una Sentenza del 15 giugno, pubblicata in data 14 luglio 2016 con il numero 174, La Corte costituzionale, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art.

Anche i matrimoni brevi hanno diritto all'intera reversibilità: la decisione della corte salva la pensione al coniuge molto giovane.

Con effetto sulle pensioni liquidate dal 2012, era dunque stata introdotta la regola per cui, a fronte di un matrimonio tra una persona ultrasettantenne e un'altra che sia più giovane di oltre vent'anni, l'importo della pensione di reversibilità derivante dalla morte del più anziano viene ridotto del 10% per ogni anno di matrimonio inferiore a 10. Anche nell'assolutezza di questa presunzione si coglie l'intrinseca irragionevolezza della disposizione impugnata, che enfatizza la patologia del fenomeno, partendo dal presupposto di una genesi immancabilmente fraudolenta del matrimonio tardivo. Si tratta di un congetturato che, col passare del tempo ha iniziato a "stonare" con il progresso dei costumi sociali, come spiegato dai giudici che sottolineano il "non trascurabile cambiamento di abitudini e propensioni collegate a scelte personali, indipendenti dall'età". Siccome cioè la pensione è volta a garantire un sostentamento alla vedova o al vedovo essa ha una finalità previdenziale garantita dalla Costituzione Italiana [2], tagliare l'assegno va contro i diritti previdenziali del coniuge superstite.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.