Roma, Meloni: non sostengo un candidato di Renzi ma neanche Raggi

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Roma, Meloni: non sostengo un candidato di Renzi ma neanche Raggi

E ora - dopo aver perso sia pure con un ottimo 20% al primo turno delle elezioni romane - cosa farà Giorgia Meloni? "Abbiamo combattuto fino all'ultimo", è stata una campagna elettorale "entusiasmante", ha ricordato Meloni, e "come dimostrano i dati di stanotte ci ha visto batterci fino all'ultimo, e non ci siamo risparmiati dall'inizio alla fine". La leader di Fratelli d'Italia sottolinea con decisione che a Roma si stava sfiorando il miracolo e non perde occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: l'unico obbiettivo diretto si chiama Silvio Berlusconi.

"Adesso cambiano i rapporti nel centrodestra". E infatti Meloni ha avvisato: "Niente sarà più come prima". Stare insieme per forza non ci interessa. In molti hanno previsto uno smottamento, un travaso di voti verso il "Partito della Nazione" renziano, che di fatto non c'è stato.

Quanto alla possibilità di appoggiare altri candidati al ballottaggio, la Meloni ha detto: "Non potrei mai dare indicazioni di voto per un candidato di Renzi, ma non me la sento neanche di darle per il M5S". Non a Milano, dove la scelta di Parisi si è dimostrata comunque valida, non solo per la forza del candidato ma anche per la competitività intrinseca della coalizione, che governa la regione e che si è presentata unita da Salvini ad Alfano. Le sue manovre a Roma sono state finalizzate a regalare il ballottaggio a Giachetti e Renzi.

Salvini appare assai ridimensionato e se è vero che sta meglio di Berlusconi non sembra poter assumere il ruolo di leader del centro destra. Complimenti a Raggi e Giachetti. Ci si è posti, in particolare, la domanda se "si vince al centro", cioè se è opportuno per vincere mostrare "facce buone" come quelle di Sala e Marchini, o se al contrario è giusto inseguire i 5 stelle radicalizzando le proprie posizioni e mostrando la "faccia cattiva" di chi propone politiche alternative.

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